ISSN: 2038-0925

Numero 16 | Invio di contributi

Anonimo, "L'Etat c'est moi", 1968. Manifesto stampato su carta, 85,2×50,5 cm. Presentato nell'esposizione "May 68", ref. 1237, Centre de l'Affiche de la mairie de Toulouse, stagione 2007/2008

Anonimo, L’Etat c’est moi, 1968. Manifesto stampato su carta, 85,2×50,5 cm. Presentato nell’esposizione “May 68”, ref. 1237, Centre de l’Affiche de la mairie de Toulouse, stagione 2007/2008

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Le monarchie
nell’età dei nazionalismi

«L’Etat c’est moi»: la frase attribuita al Re Sole evidenzia il ruolo decisivo giocato dalle monarchie nella formazione degli Stati europei; tuttavia, la fine dell’Ancien Régime e l’emergere di una forte e potente classe burocratico-borghese, ridimensionarono il ruolo delle monarchie; le trasformazioni economiche e sociale prodotte dalla Rivoluzione Francese e dalla rivoluzione industriale portarono la borghesia a occupare nuovi spazi politici. Malgrado ciò, la diminuita rilevanza politica delle case regnanti non comportò la completa dissoluzione della monarchia come istituzione politica e come simbolo nazionale.

A partire dalle tesi di Catherine Brice [1] sul ripensamento del ruolo patriottico e nazionale della monarchia sabauda nel processo di formazione del Regno d’Italia, si vuole proporre una rilettura dell’operato delle monarchie europee nell’età dei nazionalismi.

Nel quadro teorico proposto da Eric J. Hobsbawm e Terence Ranger [2] e da Benedict Anderson [3] dell’invenzione della tradizione, si intende indagare in quale misura l’operato dei re e delle case regnanti abbia contribuito a legittimare e fondare l’istituzione monarchica e quanto, invece, le figure dei monarchi e delle case regnanti siano state oggetto di una costruzione storiografica ex post.

Il dossier si suddividerà in due sezioni, dedicate a differenti tematiche:

  1. Come hanno influito o contribuito le monarchie del vecchio continente alla nascita e allo sviluppo dei nazionalismi? Qual è stato il rapporto tra il re, la casa regnante e le diverse componenti sociali emergenti nelle nuove società ottocentesche? Qual è stato il peso della beneficienza e carità reale nei confronti dei sudditi? Che ruolo hanno avuto queste elargizioni nella strutturazione di un nuovo sentimento unitario nelle popolazioni?
  2. Come sono stati utilizzati o riutilizzati i monumenti dai sovrani? È stato operato – con questo e con altri mezzi – il tentativo di legittimare nuovamente l’autorità sui sudditi/cittadini dei loro Stati? Questa monumentalistica come ha influito nella strutturazione dei nuovi sentimenti patriottico-nazionali?

La figura del re, i simbolismi ad essa legati e i rapporti che le case regnanti hanno dovuto instaurare con le nuove classi emergenti costituiranno il fulcro di questo dossier, che ambisce a proporre una rilettura storica alternativa delle monarchie durante l’età dei nazionalismi.

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NOTE


[1] BRICE, Catherine, Monarchie et identité nationale en Italie (1861-1900), Paris, Éditions de l’EHESS, 2010.

[2] HOBSBAWM, Eric J., RANGER, Terence (ed. by), The Invention of Tradition, Cambridge, Cambridge University Press, 1983.

[3] ANDERSON, Benedict, Imagined Communities, London, Verso, 1983.

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