ISSN: 2038-0925

7/ A Horde of Foreign Freebooters: The U.S. and the Suppression of the Slave Trade

di Sarah Batterson

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 13, 1|2013

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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John Rose? (1752-1820), "The Old Plantation", 1785-1790 ca. Acquerello su carta vergata, 29,7×45,4 cm. Williamsburg (Virginia, USA), Abby Aldrich Rockefeller Folk Art Museum (attraverso Wikimedia Commons [Public domain])

John Rose? (1752-1820), The Old Plantation, 1785-1790 ca. Acquerello su carta vergata, 29,7×45,4 cm. Williamsburg (Virginia, USA), Abby Aldrich Rockefeller Folk Art Museum (attraverso Wikimedia Commons [Public domain])

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Abstract


Italiano

Tra il 1808 e il 1820, il Congresso degli Stati Uniti d’America varò una serie di leggi, progressivamente più severe, contro il commercio degli schiavi. Questo articolo ipotizza che questi atti furono usati per proteggere il commercio e sostenere la sovranità statunitense contro altri Stati: durante questo lasso di tempo, infatti, la linea che divideva pirata, contrabbandiere e mercante era spesso invisibile e metteva in pericolo il commercio legale nazionale. Mentre alcune aree su cui le nuove leggi furono estese non erano parte del territorio statunitense, reti informali di contrabbandieri importavano illegalmente schiavi e merci negli Stati Uniti. Non è una coincidenza che gli Slave Trade Acts fossero approvati, dato che furono creati per aumentare la protezione federale del commercio, specialmente dopo numerose e reali minacce agli interessi commerciali statunitensi. Questo articolo illustra come gli Stati Uniti impiegarono le leggi contro il commercio degli schiavi per dimostrare la loro forza in questi scontri di confine.

Parole chiave: tratta degli schiavi, contrabbando, Florida, commercio, potere nazionale.

English

Between 1808 and 1820, the U.S. Congress enacted increasingly punitive laws against slave trading. This paper argues that these acts were used to protect U.S. commerce and assert national sovereignty against other nations since, during this time period, the lines between pirate and legal merchant often blurred and threatened legitimate trade. It is no coincidence that the Slave Trade Acts were passed to increase the federal protection of commerce, especially after several real threats to U.S. commercial interests. While the territories in question were not on U.S. soil, informal smuggling networks caused the illegal import of commodities and slaves into the United States. This article illustrates how the U.S. employed laws against the slave trade to demonstrate its national strength in these border conflicts.

Keywords: slave trade, smuggling, Florida, commerce, national power.


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Testo integrale


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L’autore


Sarah Batterson is a Ph.D. candidate at the University of New Hampshire. Her research analyzes the role of the United States in the suppression of the Atlantic slave trade and the obstacles preventing the effective prohibition of the trade.
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Per citare questo articolo


Batterson, Sarah, «A Horde of Foreign Freebooters: The U.S. and the Suppression of the Slave Trade», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 13, 1|2013

URL: <http://www.studistorici.com/2013/04/29/batterson_numero_13/>

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Licenze


Creative Commons License«A Horde of Foreign Freebooters: The U.S. and the Suppression of the Slave Trade» by Sarah Batterson / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

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