ISSN: 2038-0925

1-M/ Il mare per comunicare

di Stefania Elena Carnemolla

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 15, 3|2013

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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SALA M

Posa e salpaggio dei cavi sottomarini

Sul piroscafo Città di Milano la macchina per la posa e il rilevamento dei cavi sottomarini, fissata al ponte sottocoperta, mentre in coperta non erano che visibili le parti superiori dei tamburi e dei fantini, era a due tamburi. Un sistema di guide o rulli conduceva il cavo, con origine in una vasca, alla puleggia di poppa passando prima per un dinamometro, mentre altri due dinamometri si trovavano a prua fra i due tamburi e tre grosse puleggie. C’era poi l’indicatore d’imbando, con riferimento alla quantità di cavo posata in più rispetto al percorso, ciò che rendeva essenzialmente possibile il rilevamento del cavo nelle riparazioni, pescandolo in un punto qualsiasi del tracciato e riportarlo senza rischio di rottura in superficie. Né era consigliabile un imbando eccessivo sia perché il cavo, diventato assai più lungo, avrebbe consentito, così l’ingegnere Emanuele Jona, il «passaggio di un numero minore di parole al minuto» sia perché si sarebbe disposto sul fondo marino in «spire più o meno serrate, dando luogo alla formazione di cocche» tali da «compromettere l’isolamento e la solidità del cavo». Bisognava, cioè, proporzionare l’imbando al fondo, da qui la necessità di uno strumento come l’indicatore d’imbando, sorta contagiri sul tamburo di posa tale da rilasciare, aprendo o serrando i freni della macchina di posa, la quantità di cavo ideale.

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Piroscafo "Città di Milano", macchina di posa e rilevamento. S.d. 1/ Piroscafo Città di Milano, macchina di posa e rilevamento. S.d. – © Biblioteca Sormani, Milano
Piroscafo "Città di Milano", macchina di posa e rilevamento. S.d. 2/ Piroscafo Città di Milano, macchina di posa e rilevamento. S.d. – © Biblioteca Sormani, Milano
Piroscafo "Città di Milano", posa di un cavo sottomarino con apparecchio indicatore d’imbando durante la posa del cavo Napoli-Palermo. Aprile 1914 3/ Piroscafo Città di Milano, posa di un cavo sottomarino con apparecchio indicatore d’imbando durante la posa del cavo Napoli-Palermo. Aprile 1914 – Archivio Storico Pirelli, Milano
© Pirelli & C. S.p.A. Tutti i diritti riservati
Piroscafo "Città di Milano", macchina di posa "Taut wire" e indicatore d’imbando. S.d. 4/ Piroscafo Città di Milano, macchina di posa Taut wire e indicatore d’imbando. S.d. – © Biblioteca Sormani, Milano
Piroscafo "Città di Milano", macchina di posa "Taut wire" e indicatore d’imbando durante la posa del cavo Napoli-Palermo. Aprile 1914 5/ Piroscafo Città di Milano, macchina di posa Taut wire e indicatore d’imbando durante la posa del cavo Napoli-Palermo. Aprile 1914 – © Biblioteca Sormani, Milano
Piroscafo "Città di Milano", boccaporto di una vasca del cavo. Luglio 1907 6/ Piroscafo Città di Milano, boccaporto di una vasca del cavo. Luglio 1907 – © Biblioteca Sormani, Milano
Piroscafo "Città di Milano", operazione di salpaggio di un cavo agganciato sul fondo. 1914 7/ Piroscafo Città di Milano, operazione di salpaggio di un cavo agganciato sul fondo. 1914 – Archivio Storico Pirelli, Milano
© Pirelli & C. S.p.A. Tutti i diritti riservati

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Abstract


Italiano

Nel 1885 il governo italiano stipulò un contratto con la Pirelli per la costruzione e la manutenzione di dodici cavi per l’allacciamento di varie isole con la terraferma. Come conseguenza dell’accordo la Pirelli costruì a San Bartolomeo, vicino La Spezia, uno stabilimento per il rivestimento dei cavi, ordinando al cantiere Thompson la nave cablografica Città di Milano, che operò anche oltre i confini nazionali, naufragando nel 1919 a Filicudi. Nel 1944 Ernesto Del Grande, cavista Pirelli, scrisse di questa storia, organizzando anche un portfolio con settantandue immagini. Le due fonti, rispettivamente dell’Archivio Storico Pirelli e della Biblioteca Sormani, vengono ora pubblicate per la prima volta, con una selezione di trentasei immagini di quest’ultimo.

Parole chiave: Pirelli, cablaggio, Ernesto Del Grande, “Città di Milano” (imbarcazione), reti telegrafiche.

English

In 1885 the Italian government entered into contract with Pirelli for the construction and maintenance of twelve cables to connect various islands with the mainland. For the execution of the contract, Pirelli built a cable-sheathing factory at San Bartolomeo, near La Spezia, ordering to Thompson yard the cable-ship Città di Milano, which worked also beyond national borders. It wrecked at Filicudi in 1919. In 1944 Ernesto Del Grande, a Pirelli cableman, wrote a story on this, also organizing a portfolio with seventy-two images. The two sources, belonging respectively to the Archivio Storico Pirelli and the Biblioteca Sormani, are published for the first time, with a selection of thirty-six images of the last one.

Keywords: Pirelli, wiring, Ernesto Del Grande, “Città di Milano” (ship), telegraph networks.


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L’autore


Laureatasi a Pisa con una tesi sul primo viaggio di Vasco da Gama in India, è stata borsista della “Fundação Calouste Gulbenkian”, Biblioteca Nacional de Portugal. È autrice di articoli e saggi accademici, nonché di due opere in volume. Giornalista pubblicista, dal 2011 è membro della “Research Users Advisory Committee” e della “European Holocaust Research Infrastructure”.

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Per citare questo articolo


Carnemolla, Stefania Elena, «Il mare per comunicare», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 15, 3|2013

URL: <http://www.studistorici.com/2013/10/29/carnemolla_numero_15/>

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Licenze


Creative Commons License«Il mare per comunicare» by Stefania Elena Carnemolla / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

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