ISSN: 2038-0925

Notabilia: Rozza, sazia e disperata. L’Emilia degli anni Ottanta

testo di Jacopo Bassi

voci di Jacopo Bassi e Gianluca Canè

Ascolta la registrazione di questa puntata, andata in onda su Radio Ca’ Foscari il 14 luglio 2016.

"reggia di Rivalta 1983 - 4" by Comune di Reggio Nell’Emilia on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

“reggia di Rivalta 1983 – 4″ by Comune di Reggio Nell’Emilia on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

Vasco Rossi, Asilo “Republic”, in Colpa d’Alfredo, 1980
testo di Vasco Rossi

Yeah
I bambini dell’asilo
stanno facendo casino
ci vuole qualcosa per tenerli impegnati
ci vuole un dolcino
ci vuole uno spino
ci vuole un dolcino
ci vuole uno spino
Dice che è stata una disattenzione della maestra
e subito uno si è buttato giù
dalla finestra
dalla finestra
Oddio che cosa si può inventare
oddio che cosa possiamo dire
quando sua madre arriverà
s’incazzerà
s’incazzerà
certo che lavorare in un asilo
dove c’è sempre casino
tranquilli qui non si può stare
per niente
ci vuole un agente
ci vuole un agente
allora avviate la polizia
la situazione ritornerà
come prima
più di prima
t’amerò, yeah
t’amerò
più di prima ci sarà ordine
e disciplina
Vasco Rossi - Colpa d’Alfredo
e chi non vuole restare qui
vada in collina
vada in collina
e se qualcuno la vuole menare
con quella vecchia storia sull’educazione
abbiamo già bruciato tutti i libri
bruciamo lui
bruciamo anche lui
I bambini dell’asilo
non fanno più casino
sono rimasti troppo pochi
troppi fuochi
nuovi fuochi
nuovi fuochi
fuochi fuochi
fuochi fuochi
fuoco

Pierangelo Bertoli, Nel 2000, in Dalla finestra, 1984
testo di Pierangelo Bertoli

Nel 2000 tante idee saranno diventate una parentesi
superate dal progresso, annullate dal processo della sintesi
nel 2000 cambieremo le cambiali che saranno spiritose e digitali
il 2000 è il risultato di un innesto combinato già da adesso
è un curioso esperimento coronato da immancabile successo
è l’insieme di una scelta post-moderna
è un filosofo privato dalla lanterna
nel 2000 l’osservanza sarà il metro per vedere tutti uguali
sia davanti alla famiglia che nel cuore delle leggi universali
Nel 2000 sarai stata inseminata da una roba radio-telecomandata
Sei miliardi di persone come tante mignottone
Saran pronte ad accettare ogni ordine speciale
E saremo più leggeri, liberati dai pensieri
Incapaci di protesta, senza grilli per la testa
Non più magri, non più grassi, niente alti, niente bassi
Tutti seri ed impettiti, sei miliardi di partiti
Luccicanti canne vuote di strumenti senza note
Sempre intenti a funzionare se uno schema razionale
Nel 2000 non si troverà opposizione
Nel 2000 avremo una unica opinione
Nel 2000 le risate saran solo programmate e generali
Con il giusto sovrapprezzo passeranno perversioni personali
Nel 2000 avremo un cambio di cultura e una genesi contraria alla natura
Pierangelo Bertoli - Dalla finestra
Un computer di quartiere porterà direttamente
dentro casa, sia la spesa giornaliera
Che i concetti elaborati dalla NASA
Nel 2000 sarà tutto uniformato,
pertinente, freddo, asettico, mondato
Scaricate le tensioni, abbattute le emozioni,
imbottiti di calmanti
Psicofarmaci ambulanti
Voleremo senza pesi verso esotici paesi
In un Eden straperfetto finché durerà l’affetto
Scivolando sul pianeta in un’estasi completa
Chi lontano, chi vicino
A seconda del quattrino
Nuova stirpe di gaudenti
Psico-pillol-dipendenti
Si godranno lo splendore di una stirpe superiore
Nel 2000 tu mi parlerai in giapponese
Nel 2000 non avremo più pretese.

Luca Carboni, Ci stiamo sbagliando, in …Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film, 1984
testo di Luca Carboni

Ci stiamo sbagliando ragazzi
noi che camminiamo sul mondo
noi coi piedi di piombo
restiamo giù
sotto cento chili di cielo
eh… siamo forse degli angeli
Noi no, noi che non siamo le stelle
nemmeno le donne, nemmeno quelle
quelle più belle
o le commesse del negozi del centro
quelle vivono a mezze giornate
eh… no che non sono le fate
Noi, noi ladri di mille lire
cercando il modo per non morire
per non pagare le tasse
per far passare la notte
Ogni tanto parliamo d’amore
o magari fuori c’è il sole
o che magari piove
Poi no, che non siamo da soli
magari siamo in cento milioni
cento milioni cuori
cento milioni di matti
graffiamo e poi facciamo le fusa
eh… proprio come dei gatti
E come i gatti dentro ai giorni e alle notti
Luca Carboni - ...Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film
noi ci incontriamo e ci guardiamo negli occhi
e poi facciamo l’amore
sì, sì facciamo l’amore
e ogni tanto ci facciamo del male
eh… ogni tanto è normale
Basta non farsi mai prendere in giro
o, almeno,
non farsi portare lontano
vedi che bella la vita
basta andare più piano
magari dimmi come vivono gli angeli
dimmi le fate,
se le hai mai incontrate…

CCCP, Rozzemilia, in Socialismo e barbarie, 1987
testo di Giovanni Lindo Ferretti

Sazia e disperata
Con o senza TV
Piatta monotona moderna attrezzata ben servita consumata
Afta epizootica nebbia calce copertoni bruciati
Cataste di maiali sacrificatiAgli dei delle zone infette
Agli dei delle zone controllate
Agli dei delle zone protette
Agli dei delle zone denuclearizzate
Parlava bene il presidente dell’uno che diventa due
Ma non per questo un cinquantuno si trasforma in cinquantadue
E allora…?
Bi tri quadri penta sex tutti
E tutti sono onesti e tutti sono pari
E tutti hanno le palle democratico-popolari
E tutti sono onesti e tutti sono pari
Dammi una mano dammi una mano ad incendiare il piano padano
Dammi una mano dammi una mano ad incendiare il piano padano
Provincia di due imperi
Provincia industrializzata
Provincia terzializzata
Provincia di gente squartata
Europe - The Final Countdown
Un quarto al benessere, un quarto al piacere, un quarto all’ideologia
L’ultimo quarto se li porta tutti via
Dammi una mano dammi una mano
a consolare il piano padano
Dammi una mano dammi una mano
ad incendiare il piano padano
Dammi una mano dammi una mano
ad incendiare il piano padano
Dammi una mano dammi una mano
a consolare il piano padano

Dalla-Morandi-Guccini, Æmilia, in Dalla/Morandi, 1988
testo di Lucio Dalla, Francesco Guccini

Le Alpi, si sa, sono un muro di sasso,
una diga confusa, fanno tabula rasa
di noi che qui sotto, lontano, più in basso,
abbiamo la casa. La casa ed i piedi in questa spianata
di sole che strozza la gola alle rane
di nebbia compatta, scabrosa, stirata
che sembra di pane ed una strada antica come l’uomo
marcata ai bordi dalla fantasie di un duomo
e fiumi, falsi avventurieri che trasformano
i padani in marinai non veri…
Emilia sdraiata fra i campi e sui prati,
lagune e piroghe delle terramare,
guerrieri del Nord dai capelli gessati,
ne hai visti passare.
Emilia allungata fra l’olmo e il vigneto,
voltata a cercare quel mare mancante
e il monte Appennino rivela il segreto
e diventa un gigante.
Lungo la strada fra una piazza e un duomo
hai messo al mondo questa specie d’uomo:
vero, aperto, finto, strano,
chiuso, anarchico, verdiano…
brutta razza, l’emiliano!
Emilia sognante fra l’oggi e il domani,
di cibo, motori, di lusso e balere,
Emilia di facce, di grida, di mani,
Lucio Dalla, Gianni Morandi - Dalla/Morandi
sarà un grande piacere
vedere in futuro da un mondo lontano
quaggiù sulla terra una macchia di verde
e sentire il mio cuore che batte più piano e là dentro si perde…
…Passeggia un cane e abbaia al vento un uomo…
Ora ti saluto, è quasi sera, si fa tardi,
si va a vivere o a dormire da Las Vegas a Piacenza.
Fari per chilometri ti accecano testardi,
ma io sento che hai pazienza, dovrai ancora sopportarci…

Luciano Ligabue, Non è tempo per noi, in Ligabue, 1990
testo di Luciano Ligabue

Ci han concesso solo una vita
Soddisfatti o no qua non rimborsano mai
E calendari a chiederci se
stiamo prendendo abbastanza abbastanza
Se per ogni sbaglio avessi mille lire
Che vecchiaia che passerei
Strade troppo strette e diritte
Per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po’
Che andare va bene però
A volte serve un motivo, un motivo
Certi giorni ci chiediamo è tutto qui?
E la risposta è sempre sì
Non è tempo per noi che non ci svegliamo mai
Abbiam sogni però troppo grandi e belli sai
Belli o brutti abbiam facce che però non cambian mai
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai
Se un bel giorno passi di qua
lasciati amare e poi scordati svelta di me
che quel giorno è già buono per amare qualchedun altro
qualche altro
dicono che noi ci stiamo buttando via
ma siam bravi a raccoglierci.
Non è tempo per noi che non ci adeguiamo mai
Fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai
Luciano Ligabue - Non è tempo per noi
Abbiam donne pazienti rassegnate ai nostri guai
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai
Non è tempo per noi che non vestiamo come voi
Non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi
Forse ingenui o testardi
Poco furbi casomai
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai

Bibliografia essenziale

Bibliografia

  • BERSELLI, Edmondo, Quel gran pezzo dell’Emilia, Milano, Mondadori, 2004.
  • BEVILACQUA, Alberto, La festa parmigiana, Milano, Rizzoli, 1980.
  • BONAZZI, Gabriele, Bologna nella storia. Vol. II, Dall’Unità d’Italia negli anni Duemila, Bologna, Pendragon, 2011.
  • BONORA, Paola, GIARDINI, Angela, Orfana e claudicante. L’Emilia «post-comunista» e l’eclissi del modello territoriale, Bologna, Baskerville, 2005.
  • CAPELLI, Claudia, «Il filo spezzato: il 1989 e la memoria collettiva dell’“Emilia rossa”», in E-Review : La crisi dei partiti in Emilia Romagna negli anni ’70/’80, 1/2013, URL: < http://e-review.it/capelli-il-filo-spezzato >.
  • CELATI, Gianni, Verso la foce, Milano, Feltrinelli, 1989.
  • DE MARIA, Carlo, L’evoluzione del Terzo settore dal Novecento a oggi (1915-2011), in ROSSI, Emanuele, ZAMAGNI, Stefano (a cura di), Il Terzo settore nell’Italia unita, Bologna, Il Mulino, 2011, pp. 83-127.
  • DE MARIA, Carlo, «La questione regionale tra anni Settanta e Ottanta dalla prospettiva dell’Emilia Romagna. Lineamenti di un dibattito comparato», in E-Review : La crisi dei partiti in Emilia Romagna negli anni ’70/’80, 1/2013, URL: < http://e-review.it/de-maria-la-questione-regionale-tra-anni-settanta-ottanta >.
  • IACOLI, Giulio, Atlante delle derive. Geografie da un’Emilia postmoderna: Gianni Celati e Pier Vittorio Tondelli, Reggio Emilia, Diabasis, 2002.
  • LILLI, Manlio, «Bologna, il sogno di Cervellati è svanito», in Huffington Post, URL: < http://www.huffingtonpost.it/manlio-lilli/bologna-il-sogno-di-cervellati-e-svanito_b_4524044.html >.
  • RAMINA, Beppe, Ha più diritti Sodoma di Marx? Il Cassero 1977-1982, Bologna, Centro di documentazione il Cassero, 1994.
  • TOGLIATTI, Palmiro, Ceto medio e Emilia rossa : discorso pronunciato a Reggio Emilia, Roma, Stabilimento tipografico UESISA, 1946.
  • TONDELLI, Pier Vittorio, Fenomenologia dell’abbandono, in ID., L’Abbandono. Racconti dagli anni Ottanta, Milano, Bompiani, 1993.

Video

Video

Laida Bologna

Laida Bologna è un documentario sul punk a Bologna tra il 1977 e il 1980.

Andrea Adriatico e Eva Robin’s Torri checche e tortellini – 13° Florence Queer Festival 2015

La presentazione – al 13° Florence Queer Festival 2015 – del documentario sul movimento gay a Bologna negli anni Ottanta Tori, checche e tortellini.

Cult Book – Altri libertini (Pier Vittorio Tondelli)

La puntata della trasmissione Cult Book dedicata a Pier Vittorio Tondelli.

Galleria di immagini

Galleria di immagini

"Tra Pappagnocca e Buco del signore (1985 ca.)" by Comune di Reggio Nell’Emilia on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

1. L’area di Pappagnocca nel 1985. Il 1981 è l’anno in cui fu aperto al traffico l’“asse intercomprensoriale” di viale del Partigiano; due anni dopo venne eretta la parrocchia di San Luigi Gonzaga. In quel periodo nacque il centro direzionale “Pappagnocca” di via De Nicola, riconoscibile (in alto a sinistra nella foto) dalle sue caratteristiche quattro torri.

Pier Vittorio Tondelli, "Altri libertini", Milano, Feltrinelli, 1980

2. «Correggio sta a 5 km dall’inizio dell’Autobrennero di Carpi, Modena che è l’autobahn più meravigliosa che c’è perché se ti metti lissù ed hai i soldi e tempo in una giornata intera e anche meno esci sul Mare del Nord, diciamo Amsterdam, tutto senza fare una sola curva, entri a Carpi ed esci lassù. [...] Ma ci sono notti o pomeriggi o albe o anco tramonti che succede il Gran Miracolo, cioè arriva su quel rullo l’odore del Mare del Nord che spazza le strade e la campagna e quando arriva senti proprio dentro la salsedine delle burrasche e dell’oceano e persino il rauco gridolio dei gabbiani e lo sferragliare dei docks, insomma ti arriva difilato lungo questo corridoio l’odore del gran mare, dei viaggi, l’odore che sento adesso come un prodigio e che sto seguendo sulla mia ronzinante cinquecento con su gli scoramenti e dentro tanto vino e in bocca tanta voglia di gridare».

TONDELLI, Pier Vittorio, Altri libertini, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 181.

Gianni Celati, "Verso la Foce", Milano, Feltrinelli, 2002

3. «In questo viaggio per le campagne abbiamo visto un abbandono generale del mondo esterno: aggregati di case in cemento con l’aria di essere appena sorte e subito abbandonate, fattorie dove non si riconoscono forme di vita, cave di sabbia anch’esse deserte, recinti di roulottes in mezzo ai prati, tralicci dell’alta tensione con fili che pendono su lunghissime distanze. Il vuoto è riempito da nomi di località inesistenti, non luoghi ma solo nomi messi sui cartelli stradali da qualche amministrazione dello spazio esterno».

CELATI, Gianni, Verso la foce, Milano, Feltrinelli, 2002, p. 81.

Credits

  • Copertina: by Comune di Reggio Nell’Emilia on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)
  • Immagine 1: by Comune di Reggio Nell’Emilia on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)
  • Immagine 2: TONDELLI, Pier Vittorio, Altri libertini, Milano, Feltrinelli, 1980 (C)
  • Immagine 3: CELATI, Gianni, Verso la foce, Milano, Feltrinelli, 1989 (C)

.

.

Scrivi un commento