ISSN: 2038-0925

“Gli opposti estremisti. Organizzazione e linea politica in Lotta continua e ne il Manifesto – Pdup (1969 – 1976)”

Presentazione del libro
 
GLI OPPOSTI ESTREMISMI 
Organizzazione e linea politica in Lotta continua e ne il Manifesto – Pdup (1969 – 1976)
Edizioni La Città del sole
Ne discutono con l’autore, Antonio Lenzi:
-Fabrizio Billi, Archivio “Marco Pezzi” – Associazione “Storie in movimento”
-Alfredo Mignini, Unibo – Il Caso S.
-Alberto Molinari, Istituto storico di Modena
Venerdì 26 maggio 2017 ore 17 
presso l’Istituto per la storia e le memorie del ‘900 “F. Parri” Sala dell’Ex-Refettorio
Via S. Isaia 20, Bologna
La storia della sinistra rivoluzionaria in Italia non è ancora stata scritta. In questo libro, Antonio Lenzi tenta di tracciare un percorso in tal senso prendendo in esame due delle principali organizzazioni extraparlamentari degli anni settanta: Lotta continua e il Manifesto- Pdup. Grazie alla consultazione di un vasto arco di fonti riguardanti il dibattito interno dei movimenti è stato possibile documentare un panorama molto articolato in cui queste forze, nate sotto un’aggregazione informale, senza una struttura dirigente, senza una strategia ben delineata, pian piano diventano sempre più movimenti organizzati per poi tentare una trasformazione in piccoli partiti con dirigenti, segretari, comitati centrali, statuti. Una trasformazione che segna la loro storia e ne svela anche i punti deboli: l’incapacità di un rapporto maturo con il mondo istituzionale, la velleità del sogno insurrezionale, la presa di coscienza della forza reale nella società. Allo stesso tempo non si può ignorare, però, il ruolo ricoperto da queste formazioni come agenti della politicizzazione di una vasta area sociale che non si riconosceva più nei partiti storici, né nelle organizzazioni sindacali. Una comunità che inseguì un sogno costellato di polemiche, scontri, assemblee e convegni in cui rigore teorico ed empirismo tecnico, furia rivoluzionaria e razionalismo dialettico, si fronteggiarono nel tentativo di trovare la strada per quella palingenesi che ancora oggi può avere un solo nome: rivoluzione.

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