ISSN: 2038-0925

Un nuovo sistema di conservazione digitale per gli Archivi Storici dell’Unione Europea

Al via un progetto per garantire l’accessibilità nel lungo periodo alle fonti ufficiali che, fin dalla nascita, documentano i processi di integrazione europea. Su Wired un articolo illustra le caratteristiche dell’operazione.

Presso la sede fiorentina gli Archivi Storici dell’Unione Europea è partito il progetto Digital preservation system, finalizzato alla creazione di un sistema di conservazione digitale che permetta di preservare nel tempo il loro patrimonio documentale e culturale. Dal Manifesto di Ventotene in avanti, col quale durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale si gettavano le basi ideali dell’Europa Unita, gli archivi, a loro volta istituiti nel 1983, custodiscono le fonti ufficiali di maggiore rilevanza che documentano la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione del processo di integrazione europea.

Fonti ricevute e conservate fino a un certo punto su supporto cartaceo, ma sempre più, negli ultimi anni, salvate su svariati supporti digitali, dai primi floppy, alle memorie usb fino ai documenti pdf e alle risorse web. È proprio per mettere ordine a questa varietà, ma anche e soprattutto contrastare l’obsolescenza tecnologica, a causa della quale gran parte di queste fonti digitali potrebbe in futuro non essere più accessibile e leggibile, che gli Archivi hanno deciso di dotarsi di un proprio sistema di conservazione digitale.

Il sistema – la cui realizzazione è stata annunciata con un incontro pubblico svoltosi lo scorso 10 ottobre - si baserà sul modello OAIS . Alcuni dettagli sulle sue principali caratteristiche state fornite di recente da Wired. “Si tratta di un progetto per noi strategico – ha dichiarato alla testata il direttore degli archivi Dieter Schlenker – un progetto di fondamentale importanza per supportare quel percorso di riposizionamento degli Archivi Storici dell’Ue rendendo il nostro istituto riconoscibile come punto centrale di osservazione e di studio di tutto ciò che riguarda il processo di integrazione europea”.

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