ISSN: 2038-0925

“Guerra per l’impero Una storia della campagna d’Etiopia”

4-15  dicembre 2017

 

La guerra dell’Italia di Mussolini per la conquista dell’Etiopia (ottobre 1935 – maggio 1936) fu concepita come la «guerra fascista per eccellenza».

Essa doveva rappresentare il maggior successo nella politica di potenza del fascismo, portando alla creazione di un vero e proprio impero teso a richiamare il mito imperiale dell’antica Roma. Quello fascista sarebbe stato un impero del popolo e del lavoro, secondo la propaganda di regime. Ma la guerra italo-etiopica segnò un punto di non ritorno per l’Italia ed anche «un ciclo completamente nuovo della politica europea e mondiale», come hanno affermato gli storici. Razzismo, guerra totale, accelerazione totalitaria ne furono i segni. Da allora gli italiani entrarono in una spirale di guerra che si concluse solo con la fine della Seconda Guerra Mondiale.

L’aggressione all’Etiopia, con le sue molteplici brutalità, rappresenta una delle maggiori rimozioni della coscienza pubblica degli italiani.

Si è conservato il mito di un colonialismo bonario e paterno dimenticando o consapevolmente sottacendo le violenze della conquista e della dominazione (più di 270.000 etiopi vennero uccisi), il razzismo, l’uso degli aggressivi chimici vietati dal Protocollo di Ginevra del 1925.

Grazie al diario e alle fotografie di Carmelo Sirianni, un ufficiale medico al seguito del generale Graziani, la mostra propone un sguardo sulle atrocità di quella guerra.

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