ISSN: 2038-0925

Polo del ‘900 di Torino

Il Polo del ‘900 di Torino si prepara a diventare un grande hub culturale del Nord Ovest con 9centRo, la piattaforma digitale che raccoglie il patrimonio culturale dei suoi 19 enti partner: 85mila documenti, 12mila fotografie, 4mila manifesti sulla memoria storica novecentesca italiana, dalla nascita della Repubblica al Sessantotto. Il progetto era stato annunciato dal suo direttore Alessandro Bollo ad Artribune in una recente intervista e ora, dopo due anni di lavoro, è diventato finalmente realtà. È, infatti, online questa piattaforma open source che consente di integrare e valorizzare il patrimonio archivistico e bibliotecario degli istituti storici e di cultura del Novecento torinese e italiano del Polo, una Fondazione di Partecipazione costituita a inizio 2016 dai tre soci fondatori: Comune di Torino, Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo.

La piattaforma nasce come risposta a un’esigenza specifica, perché c’era una frammentazione di istituti che stavano trovando casa, portandosi dietro un’eterogeneità fatta di banche dati diverse e di sistemi ormai in disuso”, ha raccontato Bollo durante la conferenza stampa di presentazione. “Per cui, bisognava traghettare questi archivi digitali in una piattaforma unica, in uno spazio ragionato ma aperto a tutti, non solo agli addetti ai lavori come gli storici”. Si parla di 9 chilometri lineari tra libri e documenti di archivio, 130.000 fotografie, 21.000 manifesti, 53.000 audiovisivi, di cui 400.000 documenti già digitalizzati, ma in modo disomogeneo, dislocati nei palazzi di San Daniele e di San Celso, all’interno del complesso juvarriano dei Quartieri Militari. Con 9centRo, a cui hanno lavorato (e continuano a lavorare tuttora perché il sito è in continuo aggiornamento) archivisti del Polo insieme all’heritage agency torinese Promemoria, si è trovata una quadra tra l’autonomia di ogni singolo ente e l’integrazione dei loro patrimoni che ora sono fruibili gratuitamente a tutti. Con un’attenzione rivolta anche all’arte che nell’archivio trova, spesso, ispirazione e materiale per le sue creazioni: “l’archivistica partecipativa può coinvolgere non solo gli insegnanti e i loro allievi, ma offrire anche agli artisti un luogo di confronto”.

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