ISSN: 2038-0925

Mundaneum

Nella città medievale di Mons, nel 1918 aprì i battenti Mundaneum, l’edificio che nasceva con l’ambizione di raccogliere e classificare l’intero patrimonio del sapere universale. Col passare degli anni Mundaneum si affermò come un vivace e sempre più influente luogo di produzione e conservazione culturale, arrivando a custodire 12 milioni di schede di catalogazione. Un immenso patrimonio bibliografico, ordinato con il sistema della Classificazione decimale universale, concepito appositamente per dare un sostegno concreto alla sua utopia, e tuttora in utilizzo, seppure in una versione ampiamente evoluta e potenziata.

Nel 1974 uno studente australiano venne a conoscenza di questo ambizioso progetto e decise di riportarlo almeno parzialmente in vita. La parte del suo patrimonio sopravvissuta alla guerra e all’usura del tempo, tra cui le preziose schede di catalogazione, fu trasferita in un vecchio negozio art decò di Mons. È in questa sede che la struttura ha ripreso le proprie attività dal 1998. Potendo contare su un archivio che contiene le schede di catalogazione originarie, e in aggiunta giornali, riviste, cartoline e poster delle epoche passate, Mundaneum opera oggi come piccolo museo, sala di lettura e spazio espositivo dedicato alla produzione culturale.

Tutto ciò, mantenendo un occhio di riguardo per tutto ciò che permette di rimarcare il legame tra le idee che portarono alla sua nascita, e le loro importanti ricadute nei decenni successivi. Su tutte, la rete, l’identità europea e il rispetto tra le culture. Come racconta la testata inglese The Independent, sulle pareti della sua hall centrale campeggiano oggi foto riguardanti le varie forme di contrasto e impedimento ai flussi migratori, tra cui la sempre più diffusa tendenza ad erigere muri. Sempre dall’Independent si apprende che una delle ultime mostre organizzate dal museo ha ripercorso la storia dei codici e degli altri linguaggi cifrati, da quelli a opera degli scribi egiziani, passando per le incisioni rinvenute su antichissime porcellane irachene, fino al fondamentale contributo offerto da Alan Turing, padre dell’informatica contemporanea, per la decrittazione del codice Enigma, utilizzato dalle forze naziste per permettere la comunicazione delle proprie truppe al fronte.

Un’ulteriore conferma di quanto sia forte il legame tra la storia di Mundaneum e le entità internazionali e immateriali che modellano il nostro presente arriva dai sempre più frequenti riconoscimenti ricevuti dalla struttura negli ultimi anni. Tra gli altri, una partnership tra Google e il suo archivio, stipulata nel 2012, e l’ottenimento della European Heritage label, da parte della Commissione Europea, per l’importante contributo alla costruzione dell’identità europea. Riconoscimento al quale si accompagnò la scelta di Mons come Capitale europea della cultura nel 2015.

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