ISSN: 2038-0925

“Il sessantotto e il cinema d’avanguardia: Alberto Grifi e gli altri”

In scena a Brescia alla Fondazione Micheletti, lunedì 24 settembre dalle ore 15.00, il multiforme rapporto del cinema con gli anni della contestazione generalizzata. In quanto espressione più potente dell’industria culturale dell’epoca, il cinema è uno dei bersagli del movimento che, a sua volta, diventa soggetto cinematografico, non sempre con esiti persuasivi. A grandi linee si può tracciare una tipologia di questo tipo: autori che cercano di esprimere e raccontare il 68, il suo spirito e significato, su una gamma di giudizi di valore quanto mai diversificata; documentari su gli anni 68, realizzati all’epoca o successivamente; partecipanti e protagonisti che scelgono il cinema come linguaggio da utilizzare o decostruire per esprimere il loro 68.

Tra questi ultimi, uomini e donne, esiste un’area, anche in Italia, in cui avanguardia artistica, cinema sperimentale e critica radicale si saldano in esperienze poco note, anche perché programmaticamente estranee alla società dello spettacolo, in piena coerenza con Guy Debord: “lo spettacolo è il sole che non tramonta mai sull’impero della passività moderna”.

Su Alberto Grifi (1938 – 2007) e su alcuni altri/altre esponenti di questa corrente si sofferma Flavio Vida, supportato da una ampia scelta di filmati. Le coordinate di Grifi rientrano nella critica dell’industria culturale, ma il risvolto più interessante e stimolante è dato dalla sua collocazione. Grifi opera dall’interno della macchina tecnico-artigianale del cinema, smontandone e rimontandone strumenti e prodotti, in cui è incorporato il lavoro di individui invisibili. Un’invisibilità inaccettabile che produce resistenze non omologate.

Occorre avere il coraggio di creare la propria vita, non dei films.”  (Alberto Grifi)

 

Flavio Vida (Udine, 1948)

Dal 1967 al 1971 ha studiato Sociologia all’Università di Trento. Nel 1978 è stato fotografo e film-maker in Mali (Africa subsahariana) per una ricerca etnopsichiatrica. Poi coordinatore del Laboratorio di Ricerca Visiva della Scuola “Paolo Grassi” del Comune di Milano. Si è laureato  con una tesi sulla antropologia cinematografica del cineasta francese Jean Rouch. Successivamente ha vinto la cattedra di Linguaggio Cinematografico presso la Civica scuola di Cinema e Televisione di Milano. Dal 1986 ha sempre insegnato e scritto per la Tv.

 

 

Contatti: Stefania Itolli: T. 030 48578

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