ISSN: 2038-0925

M9 di Mestre

Il 1 dicembre 2018 ha aperto al pubblico l’M9 di Mestre, un museo attesissimo che mette al centro la storia e le espressioni del Novecento e che vuole segnare un nuovo inizio per la cultura cittadina.

L’M9 ripercorre la storia del Novecento utilizzando la multimedialità per rivivere i capitoli principali di un secolo breve quanto denso di storie private e collettive. Sullo sfondo le due guerre mondiali, il boom degli anni 60 e la parabola industriale dell’Italia e del territorio mestrino, segnata rofondamente dalla nascita di Porto Marghera e dallo sviluppo della terraferma veneziana.

La struttura di M9 di sviluppa in ben sette corpi di fabbrica, di cui tre nuovi di zecca. Sotto una “texture” di 20mila piastrelle multicolori batte un cuore ecologico e un anima tecnologica. La climatizzazione è garantita da un impianto geotermico alimentato da ben 63 sonde poste a più di 100 metri di profondità, mentre ben 276 pannelli solari vanno a incrementare l’apporto energetico che deve alimentare gli allestimenti multimediali che occupano le 8 sezioni del percorso espositivo.

Le parole che mettono meglio a fuoco il senso del progetto M9 sono quelle degli architetti dello studio berlinese Sauerbruch Hutton, vincitori del concorso di idee che nel 2010 aveva lanciato la Fondazione di Venezia: “Dopo otto anni di frequentazione questa cittadina ci piace sempre di più”, commentano gli architetti. “Venezia è così commerciale. Qui invece si torna alla vita reale. E poi molta gente che lavora in Laguna abita a Mestre”. Ridare vita a questo centro penalizzato dalla vicinanza con il “magnete Laguna” è l’idea portante dell’iniziativa M9.

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