ISSN: 2038-0925

Numero 5 1|2011

Prefazione n. 5 – gennaio 2011

a cura di Vittorio Cappelli Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 5, 1|2011



7/ La rappresentazione degli italiani nell’immaginario statunitense

di Stefano LUCONI – L’originario giudizio positivo della società statunitense verso gli italiani subì una progressiva involuzione a causa della provenienza dal Meridione di una crescente maggioranza degli immigrati che giunsero in America dall’Italia a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento.
Gli italiani e i loro discendenti furono a lungo considerati individui inferiori agli anglo-sassoni, difficilmente assimilabili, propensi alla violenza, inclini alla criminalità, fautori del radicalismo politico e concorrenti sleali sul mercato del lavoro.
Tale valutazione fu alimentata in parte dalla scarsa considerazione di cui l’Italia godette negli Stati Uniti, ad eccezione di un breve periodo durante il fascismo, in parte dal lento inserimento sociale degli immigrati, e ha iniziato a essere superata soltanto alla fine del Novecento.



Sommario Numero 5 – gennaio 2011

Numero 5 Italie ‘altre’. Immagini e comunità italiane all’estero



5/ L’immagine dell’Italia in Serbia (1950-1965). Dalla questione di Trieste alla cultura di massa

di Francesca ROLANDI Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 5, 1|2011 In questo saggio ci concentreremo su come l’immagine dell’Italia, durante il quindicennio 1950-1965, cambi in Serbia, influenzata in ciò dagli eventi politici che caratterizzano le relazioni tra i due paesi. Se all’inizio del periodo considerato a dominare sono i toni cupi, dalla sistemazione della [...]



17/ Identità e immagine: la ricezione della poesia italiana contemporanea tradotta in spagnolo

di Alessandro Ghignoli – Questo studio ha la pretesa di individuare gli elementi interculturali che vi sono tra Italia e Spagna da una prospettiva traduttologica. Partendo dall’idea di ricezione come atto fondamentale del processo comunicativo, cercheremo di stabilire i valori del testo che viene comunicato. La trasposizione di assoluti immessi e trasformati da un mediatore attraverso la traduzione costruiscono l’identità e l’immagine di un paese.



19/ RECENSIONE: Attilio De Gasperi, Roberta Ferrazza (a cura di), “Italiani di Istanbul: figure, comunità e istituzioni dalle Riforme alla Repubblica 1839-1923″, Torino, Fondazione Giovanni Agnelli, 2007, XII + 427 p.

a cura di Luca Zuccolo – Il volume collettaneo, frutto del convegno internazionale tenutosi a Istanbul nel 2006 su patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura, del Liceo Italiano IMI e dell’Associazione di amicizia Italo-Turca, ponendosi all’interno del vasto panorama letterario sulle migrazioni italiane, ne emerge con una tematica nuova e ancora poco studiata: la Comunità Italiana di Istanbul (Constantinopoli), la sua evoluzione socio-politica, la sua influenza sul mondo ottomano-turco, il suo contributo alla società ottomana, e le sue memorie. La scarsa attenzione data fin’ora alle migrazioni dei nostri connazionali verso la riva orientale del mediterraneo, infatti, ha creato una sorta di vuoto di memoria riguardo le vicende e le storie di migliaia di Italiani che, per lavoro o perché in cerca di fortuna, per ragioni politiche o in quanto artisti, sono stati attratti dall’Impero Ottomano e vi si sono stabiliti portando con sé un po’ di Italia. La memoria, il ricordo e la loro valorizzazione, quindi, sono alla base di questo lavoro a più mani, frutto della collaborazione di studiosi Italiani e Turchi. Nondimeno, dietro questo primo approccio si sviluppa una lunga e più profonda serie di questioni, le quali nel loro complesso descrivono e spiegano cosa significava e cosa significa essere italiani in Turchia.



3/ “Par delà le Gothard”. Les matches Italie-Suisse et la consolidation des champs footbalistiques italien et suisse dans l’entre-deux guerres

di Grégory QUIN e Philippe VONNARD – Dans cet article, autour des rencontres internationales de football entre l’Italie et la Suisse, apparaissant comme autant de fenêtres ouvertes sur les dynamiques de l’institutionnalisation du football dans les années 1920 et 1930 en Europe continentale, notre ambition est double. D’une part, nous cherchons à examiner les processus de la consolidation des champs footballistiques italien et suisse dans l’entre-deux-guerres. D’autre part nous envisageons d’observer les répercussions de ces processus dans les commentaires journalistiques produits dans la presse helvétique (francophone et germanophone), tout particulièrement en matière de circulation des représentations nationales.



4/ La consolidación del Arco mediterráneo. Un espacio de relaciones y oportunidades históricas entre España e Italia

Carlor Hugo SORIA CÁCERES – La delimitación geográfica del Arco mediterráneo es a día de hoy un tema abierto a muchas controversias. Los límites no están perfectamente acotados, aunque básicamente podemos considerar que se extiende desde el Estrecho de Gibraltar hasta la isla de Sicilia, a lo largo de las costas española, francesa e italiana.
Como espacio de comunicaciones históricamente ha dado lugar a fructíferos intercambios comerciales, culturales y sociales; en particular, los lazos que han unido a España e Italia a través de este arco han sido muy fuertes, sobre todo a raíz de la consolidación del espacio durante la segunda mitad del siglo XX.



9/ Gli italiani all’estero : il caso ottomano

di Luca ZUCCOLO – Quali sono state le dinamiche migratorie che hanno condotto gli italiani nel Mediterraneo orientale e in modo particolare a Istanbul? Un’analisi dei temi dell’identità italiana e del meticciato nella comunità istanbuliota, conduce a soffermarsi sull’evoluzione storica della comunità italiana. La presenza e l’importanza della componente ebraica all’interno della comunità italiana di Istanbul rappresentarono una variabile non trascurabile.



12/ Rappresentazioni e auto-rappresentazioni dell’Italia e degli italiani a Grenoble nell’immediato dopoguerra

di Giulia FASSIO – Nell’immediato dopoguerra a Grenoble – meta di un’immigrazione Italiana di lunga durata, che si accentua e si trasforma negli anni Trenta de Novecento – una parte della comunità italiana s’impegna nella costruzione e ricostruzione di un’immagine positiva (o meno negativa) dell’Italia.
La città è reduce dall’occupazione tedesca, che succede – dall’8 settembre 1943 – a quella italiana, ed è insistendo sul nemico comune e sulla Resistenza “transfrontaliera” che gli Italiani cercano di riacquistare credibilità presso i francesi.



15/ Napoli post-unitaria. La testimonianza di una ‘comédienne’ tra stereotipo e realtà

di Alice de RENSIS – Lo scopo del presente articolo non è quello di fornire un’analisi precisa della vita a Napoli dopo poco più di un decennio di storia unitaria, bensì quello di fornire una testimonianza fuori dagli schemi su alcuni aspetti della città partenopea e sull’Italia in generale.
Attraverso la testimonianza di un’attrice francese, Marie Colombier (1841-1910) , in tournée a Napoli nella seconda metà degli anni ’70 dell’Ottocento, cercheremo di capire quanto dello stereotipo comunemente condiviso sul nostro paese e quanto, invece, di reale si possa congiungere in uno sguardo “straniero”.



18/ Espejo e identidad: Marinetti, Ultraísmo y ‘Spagna veloce e toro futurista’

di Llaons GÓMEZ MENÉNDEZ – Este trabajo pretende rastrear los acontecimientos y manifestaciones que protagonizará Filippo Tommaso Marinetti en su viaje a España, con el fin de reconocer un legado que construye, en las primeras décadas del siglo XX, la imagen de Italia más allá de sus fronteras, tal y como quedará reflejado en la revista Prometeo, así como en los trabajos de Ramón Gómez de la Serna o Guillermo de Torre.



22/ SITOGRAFIA : La rete e l’immigrazione italiana nell’area platense

a cura di Jacopo Bassi – L’emigrazione italiana verso Argentina, Uruguay e Paraguay è stata numericamente rilevante nel complesso del fenomeno migratorio italiano. Il bacino del Rio della Plata, in più di cento anni, ha accolto un numero grandissimo di italiani: non a caso l’Argentina fu ribattezzata da Cristoforo Negri «l’Australia italiana».
Molte delle caratteristiche della storiografia cartacea si sono riprodotte anche nei siti presenti sul web:su tutte l’attenzione rivolta agli aspetti locali dell’emigrazione e la preservazione delle caratteristiche della comunità d’origine. Quali risorse offre la rete per lo studio della materia? Quali repertori sono accessibili online? Quali linee d’indirizzo emergono dall’interazione dello studio dell’emigrazione con le nuove tecnologie?



14/ Lavoro e imprenditoria degli italiani in Canada, tra vecchie e nuove generazioni

di Matteo TROILO – Il Canada per molto tempo ha costituito una delle mete preferite dell’emigrazione italiana. Nel grande paese nordamericano i nostri connazionali hanno saputo con il tempo dare vita a grandi ed influenti comunità ancora oggi in vita.
Attraverso le diverse generazioni gli italiani hanno scalato posizioni sociali e sono arrivati nel tempo a fondare imprese di varia natura.
Oggi il Canada è invece meta di un numero minore di italiani ma con professionalità molto elevate, secondo una tendenza da alcuni anni viva nel nostro paese.



21/ RECENSIONE: Giulietta STEFANI, “Colonia per maschi. Italiani in Africa Orientale: una storia di genere”, Verona, Ombre Corte, 2007, 202 p.

di Michele PANDOLFO – L’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, offre l’occasione per riflettere su alcune pagine dimenticate della storia nazionale. Fra queste vi è la vicenda delle colonie italiane in Africa, da sempre considerata un episodio ai margini, rimosso dalla memoria collettiva: si trattò invece di un tentativo autentico di costruire un’Italia diversa, un’altra Italia. Una giovane storica, Giulietta Stefani, ha concentrato la propria attenzione proprio su questo tema pubblicando nel 2007 per le edizioni Ombre Corte di Verona un saggio intitolato Colonia per maschi. Italiani in Africa Orientale: una storia di genere. Il testo si apre con una prefazione di Luisa Passerini, seguita da una nota introduttiva dell’autrice, nella quale si ripercorrono i problemi e gli errori che hanno accompagnato l’Italia nella sua avventura coloniale. Giulietta Stefani prende in esame in maniera particolare la campagna d’Etiopia degli anni 1935-36 che portò alla fondazione dell’Africa orientale italiana (AOI).



6/ L’immagine degli italiani in Brasile

di João Fábio BERTONHA – Negli ultimi centocinquanta anni, quasi un milione e mezzo di italiani sono emigrati in Brasile, originando immagini e rappresentazioni di loro stessi all’interno della società brasiliana. Cattolico, anarchico, civilizzatore, sovversivo: furono queste le immagini che caratterizzararono l’Italiano in questi anni. L’obiettivo principale di questo saggio è quello di discutere gli innumerevoli mutamenti – sopravvenuti nel corso di questo lungo lasso di tempo – di queste rappresentazioni e il loro rapporto con l’inserimento degli italiani nella società brasiliana



2/ L’Italia alla periferia del Mediterraneo. Le relazioni italo-spagnole tra XIX e XX secolo : politica, economia e società

di Matteo TOMASONI – La nascita del Regno d’Italia contribuì a cambiare notevolemente le relazioni politico-economiche all’interno dell’Europa del XIX secolo. Paesi come Gran Bretagna, Francia o Germania dovettero considerare la presenza del modesto stato meridionale, soprattutto nell’ottica di future espansioni nell’arco del Mediterraneo. Da parte sua, la Spagna – implicata in una grave e secolare decadenza politica – non potè far a meno che dirigere la sua attenzione verso il vicino e storico “cugino” linguistico. Nonostante un’inizio difficoltoso, le relazioni tra i due paesi si trasformarono in un continuo intercambio di accordi, trattati ed addirittura proposte culturali. L’avvicinamento della Spagna durante la prima metà del XX secolo, fu consolidata anche dall’inarrestabile ascesa del fascismo italiano che contribuirà – durante il grave conflitto civile – alla nascita non solo di un “fascismo spagnolo” ma di una vero e proprio stato dittatoriale governato dall’«amico» Francisco Franco.



8/ L’immagine degli italiani in Belgio. Appunti geostorici

di Antonio CANOVI – L’emigrazione italiana in Belgio si è connotata con l’immagine della miniera.
Quali meccanismi sociali hanno agito per condurre all’identificazione dell’italianità in Belgio con il mestiere di minatore? Una chiave di lettura ci è fornita dalle strategie messe in atto dalla comunità italiana per avviare un processo di autoinclusione nella società belga…



16/ Italia di frontiera, Italia d’oltreconfine. L’Italia vista attraverso la storia del suo confine orientale

di Annarita ZAZZARONI – Il confine orientale italiano è un punto di incontro tra l’Italia e le culture slave.
Viene analizzata attraverso testimonianze letterarie l’immagine dell’Italia percepita oltre confine a seguito delle vicende storico- politiche della prima metà del Novecento.
In particolare, seguendo alcuni romanzi di F. Tomizza e di B. Pahor, si ripercorrono le tappe della difficile convivenza, esasperata dal fascismo, che fece scaturire in queste terre il volto peggiore dell’Italia.
Maggior rilievo è dato alle due tematiche predominanti nella letteratura slovena di carattere storico-autobiografico: le privazione della scuola e la negazione della lingua.
Importante è anche il punto di vista degli istriani che, una volta giunti in Italia dopo l’esilio, si ritrovarono in una realtà diversa da quella immaginata.



20/ RECENSIONE: Catherine Brice, “Monarchie et identité nationale en Italie (1861-1900)”, Paris, Éditions de l’École des Hautes Études en Sciences Sociales, 2010, 432 p.

a cura di Elisa Marcobelli – Il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele di Savoia, già reggente del Regno di Sardegna, è nominato Re d’Italia. Dopo più di un decennio di lotte, l’Italia nasce dall’unione dei vari regni, ducati e granducati già insediati nella Penisola: si tratta di un’unità che ingloba realtà anche molto diverse tra loro, costituita dall’alto, e che non corrisponde ad un vero sentimento di italianità comune a tutta la Penisola, né tantomeno ad una volontà del popolo. Ben coscienti della situazione, è chiaro ai reggenti e al governo del neonato Regno quanto sia urgente cercare di costituire un sentire nazionale che dia basi più solide al nuovo Stato, legittimandolo. La celeberrima frase scritta dall’ex primo ministro piemontese Massimo D’Azeglio e nota in una versione leggermente deformata, « È stata fatta l’Italia, ora bisogna fare gli Italiani» , riassume in modo pregnante il problema e il conseguente compito che si presentavano davanti agli occhi delle élites governative italiane subito dopo l’unificazione.
In Monarchie et identité nationale en Italie (1861-1900), Catherine Brice si propone precisamente di analizzare il «posto occupato» dall’istituzione monarchica «nell’instaurazione di un sentimento nazionale in Italia» (p.5). Secondo la tesi che l’autrice difende e argomenta ampiamente, un primo sentimento identitario nazionale in Italia si è creato proprio intorno alla figura del sovrano e della sua famiglia; la monarchia italiana sarebbe quindi ben lontana dall’essere un’istituzione priva di potere e vuota di significato e di carica simbolica, com’è stata, al contrario, a lungo considerata.