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N23_GOULARAS

3/ Un exemple de la perception de la frontière en Méditerranée: l’étude de la frontière entre la Grèce et la Turquie

di Gökçe Bayındır Goularas

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 23, 3|2015

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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Gökçe Bayındır Goularas (1979-), "La Grèce vu de la Turquie: vue de Dydimotique d’un village d’Edirne", 2009. Riproduzione fotomeccanica, 15×21cm. Collezione privata (© L’immagine appartiene ai rispettivi proprietari / Property of its respective owners)

Gökçe Bayındır Goularas (1979-), La Grèce vu de la Turquie:
vue de Dydimotique d’un village d’Edirne
, 2009.
Riproduzione fotomeccanica, 15×21cm. Collezione privata
(© L’immagine appartiene ai rispettivi proprietari /
Property of its respective owners)

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Abstract


{tab=Italiano}

La regione Mediterranea da sempre è stata teatro di movimenti migratori. Durante il XIX e XX secolo questa regione ha visto numerosi flussi migratori legati alla formazione degli stati nazionali, le guerre per altri, e, soprattutto, gli sforzi di tutti gli Stati per omogeneizzare le loro popolazioni. La formazione dei confini nazionali dei nuovi Stati ha costretto molti popoli del Mediterraneo a muoversi verso gli Stati vicini. La migrazione che ha coinvolto reciprocamente i Greci Anatolici e i Turchi di Grecia è il miglior esempio per capire come le migrazioni forzose abbiano influenzato la reciproca percezione del confine greco-turco non più inteso come semplice confine nazionale tra i due paesi.

Parole chiave: confine, Grecia, migrazione, scambi di popolazione, Turchia.

{tab=Français}

La cohabitation des différents peuples pendant plusieurs siècles lors de la période ottomane a eu comme conséquence l’interaction entre les différents groupes ethniques, religieux, culturels et linguistiques. Cette interaction a façonné les identités culturelles lesquelles ont été amenées d’un territoire à un autre, au début du XXe siècle, par des migrations massives des populations liées principalement à la formation des Etats-nations dans la région et la volonté des nouveaux Etats a homogénéiser leurs populations. Cet article vise à étudier l’interaction aux deux rives de la Mer Egée en se focalisant sur la proximité culturelle entre les Grecs et les Turcs, forgée pendant la période ottomane.

Mots-clés: échange de population, frontière, Grèce, migrations, Turquie.

{tab=English}

The Mediterranean region has always been during its long history a theater of migratory movements. During the 19th and 20th centuries this region has witnessed migrations related to the formation of Nation-States, wars and for some countries, the efforts of States to homogenize their population. The formation of national borders of the new States has forced some populations of the Mediterranean area to move towards the territories of other neighboring States. The migration of Anatolian Greeks to Greece and Turks from Greece to Turkey is one of the best examples of these obligatory movements of populations that had as a result a different perception of the Greek-Turkish border rather than a usual national border between two countries.

Keywords: border, Greece, migration, population exchange, Turkey.

{/tabs}

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Testo integrale


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[gview file=”http://www.studistorici.com/wp-content/uploads/2015/10/03_GOULARAS.pdf” ]

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L’autore


Gökçe Bayındır Goularas, Maitre de Conférences au Département francophone de Science Politique et Relations Internationales de l’Université Yeditepe d’Istanbul, est Associée de l’Unité Mixte de Recherche, Géographie-Cités-UMR 8504.
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Per citare questo articolo


Bayındır Goularas, Gökçe, «Un exemple de la perception de la frontière en Méditerranée: l’étude de la frontière entre la Grèce et la Turquie», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 23, 3|2015

URL: <http://www.studistorici.com/2015/10/29/goularas_numero_23/>

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Licenze


Creative Commons License«Un exemple de la perception de la frontière en Méditerranée: l’étude de la frontière entre la Grèce et la Turquie» by Gökçe Bayındır Goularas / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

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N13_ABALZATI_thumb

10/ Contrabbandieri, banditi e guardiani. Le vie del traffico illecito nella costruzione del confine tra Messico e Stati Uniti

di Valentina Abalzati

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 13, 1|2013

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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"Border wall" by d∂wn on Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

“Border wall” by d∂wn on Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

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Abstract


{tab=Italiano}

L’articolo si propone di analizzare il processo di costruzione del confine tra Messico e Stati Uniti attraverso la lente del contrabbando, considerato il doppio filo di unione e divisione che ancora oggi determina le relazioni tra i due paesi dell’America del Nord. Il periodo considerato è quello tra il 1821, anno in cui il Messico conquistò l’indipendenza dalla Spagna, ed il 1924, quando, con la creazione della Border Patrol, l’infrastruttura di controllo del confine acquisì la forma che, mantiene tutt’ora, sebbene in scala maggiore. Nel mezzo secolo trascorso tra le travagliate vicende della guerra del 1846-1848 contro gli Stati Uniti ed il 1910, anno che sancì la fine del regime di Porfirio Díaz, si diede quel processo che portò alla definizione e al consolidamento di quella “linea sulla sabbia” che sancì la cessione al vicino del nord di un terzo del territorio messicano.

Parole chiave: confine, contrabbando, Messico, Stati Uniti, polizia di frontiera.

{tab=English}

This article focuses on the Mexico-United States border creation between 1821, year of the Mexican independence from Spain, and 1924, when the establishment of the Border Patrol shaped the current border control structure. This process will be analysed through the lens of smuggling, considering both the thread of union and separation that still determines the relations between the two countries. In particular, during the 50 years between the war against the United States (1846-1848) and the end of Porfírio Diaz’s regime in 1910, two simultaneous trends developed: on one side, the border crystallized, resulting in the consolidation of the flimsy “line of sand”, on the other side, a counter movement split the two national sovereignties , claiming their respective territories. Smuggling was the very first, fundamental human behaviour marking the border, paradoxically by challenging it.

Keywords: boundary, smuggling, Mexico, United States, Border Patrol.

{/tabs}

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Testo integrale


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[gview file=”http://www.studistorici.com/wp-content/uploads/2013/04/10_ABALZATI.pdf” ]

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L’autore


Conseguita la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche nella facoltà “R. Ruffilli” di Forlì (Università di Bologna), con una tesi sulla riconfigurazione del confine tra Messico e Stati Uniti tra economie aperte e frontiere chiuse, Valentina Abalzati si è trasferita a Città del Messico presso la Universidad Nacional Autónoma de México. Attualmente lavora come analista free lance per questioni di politica e sicurezza e collabora saltuariamente con alcune riviste di politica internazionale, tra cui Limes e World in Progress.
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Per citare questo articolo


Abalzati, Valentina, «Contrabbandieri, banditi e guardiani. Le vie del traffico illecito nella costruzione del confine tra Messico e Stati Uniti», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 13, 1|2013

URL: <http://www.studistorici.com/2013/04/29/abalzati_numero_13/>

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Licenze


Creative Commons License«Contrabbandieri, banditi e guardiani. Le vie del traffico illecito nella costruzione del confine tra Messico e Stati Uniti» by Valentina Abalzati / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

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SDM - giornata di studi web RICORRETTO-1

STRADE DELLA MEMORIA – Giornata di Studi

STRADE DELLA MEMORIA

Storie di confine tra sguardi incrociati e interventi sul territorio

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Venerdì 11 gennaio 2013

Sala Della Torre

Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

Via Carducci, 2 – Gorizia

La Giornata internazionale di studi rappresenta una delle tappe conclusive di Strade della memoria, un progetto articolato in diverse iniziative – tra cui Archivio della memoria. Storie di vita e di luoghi e Topografie della memoriaMuseo diffuso dell’area di confine – che hanno posto al centro dell’attenzione la pluralità degli eventi e dei percorsi di vita, individuali e collettivi, nell’area di frontiera nel corso del Novecento.

La Giornata di studi – che prevede la partecipazione di studiosi e professionisti di provenienza geografica e disciplinare diversa – si configura come un’ulteriore occasione di confronto e discussione non solo su temi di carattere storiografico, ma anche sulla possibilità di intervenire concretamente e criticamente sul territorio.

Nella prima parte si affronterà il problema della formazione, trasmissione e narrazione delle memorie – individuali, pubbliche e collettive – nell’area confinaria compresa tra Gorizia e Nova Gorica. In particolare, si cercherà di ragionare sulla validità di alcune categorie interpretative che appaiono determinanti soprattutto in relazione agli avvenimenti che caratterizzarono gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale e l’immediato dopoguerra: memoria individuale / memoria pubblica; memorie orali / luoghi della memoria; identità nazionali / identificazioni locali; rivendicazioni di purezza / ibridismo. Particolare attenzione sarà rivolta al contributo scientifico che la storia orale può offrire in quest’ambito di ricerca.

Nella seconda parte della giornata, si proporrà una serie di sguardi trasversali sul tema delle memorie di confine: storici, oralisti, urbanisti, sociologi e archivisti proveranno a ragionare su alcune delle principali questioni metodologiche e interpretative che “il confine” pone al loro lavoro. Si cercherà di porre l’accento sull’importanza del dialogo tra diverse soggettività; sulle difficoltà legate all’utilizzo di differenti linguaggi; sui complessi rapporti tra esperienze di vita individuali e trasformazioni del territorio; sulle modalità attraverso cui comunicare i percorsi biografici che emergono dalle fonti orali e da quelle visive (fotografie, film di famiglia in primis); sui problemi relativi alla conservazione e trasmissione della memoria.

 

PROGRAMMA

 

Premesse (9.30 – 11.00)

STORIE E MEMORIE

discussant: Alessandro Cattunar

 

Memorie, guerre, traumi. Una proposta di analisi dei racconti di vita dei testimoni.

Gabriella Gribaudi (Università di Napoli Federico II; Presidente AISO)

L’area di frontiera italo-jugoslava tra 1923-1955. Uno sguardo d’insieme.

Anna Maria Vinci (Università degli Studi di Trieste)

Ricordi sul confine. Invenzione della tradizione e dinamiche della memoria lungo la frontiera.

Marta Verginella (Università di Lubiana)

 

I Sessione (11.30 – 13.00)

CONFINI, RICORDI, IDENTITÀ – PERCORSI DI RICERCA SULL’ISONTINO

discussant: Marta Verginella

 

Narrare le violenze, ricordare il trauma. Le differenze nella costruzione del passato sul confine italo-sloveno.

Kaja Širok (Museo Nazionale di Storia Contemporanea di Lubiana)

La volontà del ricordo: le trasformazioni della memoria femminile e maschile della Resistenza al confine orientale.

Anna Di Gianantonio (Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione – Trieste)

L’alto-isontino tra storia e memoria.

Marko Klavora (Università del Litorale – Koper, Capodistria)

 

dibattito

 

Pausa pranzo (13.00-14.00)

 

II Sessione (15.00 – 16.30)

CONSERVARE E RACCONTARE LE MEMORIE: ARCHIVI E MUSEI

discussant: Gabriella Gribaudi

 

Videointerviste. Voci, sguardi, soggettività tra questioni tecniche e problemi etici.

Giovanni Contini (Soprintendenza Archivistica per la Toscana)

Le vite degli altri. Fonti orali e audiovisive tra archivio della memoria e museo diffuso.

Alessandro Cattunar (Istituto Italiano di Scienze Umane / Associazione Quarantasettezeroquattro)

Il Museo di Caporetto tra storia e memoria: proposte e problemi.

Željko Cimprič (Museo di Caporetto)

 

Pausa caffè

 

III sessione (16.45 – 18.15)

IL CONFINE DEGLI ALTRI. UN INCROCIO DI SGUARDI E PROSPETTIVE

discussant: Anna Maria Vinci

 

Le memorie nelle città: percorsi tra storia e urbanistica.

Alessandra Marin (Università degli Studi di Trieste)

Mind the gap! Trappole e opportunità tra economia e storia delle transizioni.

Giulio Mellinato (Università di Milano Bicocca)

I futuri dei luoghi della memoria. Prospettive confinarie tra memoria e quotidianità.

Laura Richelli (Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia)

Film di famiglia. Il formato ridotto fra ricordo e memoria, autorappresentazione e mappatura emozionale.

Mirco Santi (Università degli Studi di Udine – DAMS di Gorizia)

 

Dibattito

 

9/ La liminarità nell’era del fluido. Confini, frontiere e identità

di Giampaolo Amodei

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea : il dossier [on-line], N.1, 19/10/2009

[ANTEPRIMA] – I processi di ridefinizione dello spazio – politico, sociale ed economico – che la globalizzazione attua sulle strutture formali della contemporaneità rendono necessaria una ridefinizione del concetto di liminarità e del senso stesso dell’idea di separazione – confine – o di contatto – frontiera –. La relativizzazione ed il superamento delle moderne rappresentazioni politiche ed economiche dello spazio costituiscono uno degli effetti principali del processo di reductio – temporale; spaziale; sociale – che il fenomeno porta con sé ed in questo la progressiva scomparsa della potestas informativa delle istituzioni statuali comporta un ripensamento delle categorie portanti della geometria politica moderna. Tra queste, quella di intero/esterno, da cui si fanno derivare le categorie più direttamente coinvolte nei processi di individuazione e identificazione che i confini rendono possibili: la cittadinanza, ora sempre più svincolata dallo status e dunque aperta alla ricerca di nuovi paradigmi di circoscrizione del singolo; la sovranità, cioè l’esercizio di un potere regolativo interno in grado di esercitare il controllo su un dato territorio e nella contemporaneità sempre meno in grado di guidare le dinamiche economiche e sociali. Svanita la centralità dello Stato come epicentro di regolazione e di informazione del singolo, il confine cessa di esercitare la sua tradizionale funzione contenitiva e si avvia a divenire qualcosa di altro: in un’era in cui il fluido diventa status, in cui le reti violano la permeabilità di cui si fa garante lo rende il medium più idoneo per quel movimento di ridistribuzione della sovranità e dell’economico a cui si dà il nome di globalizzazione. […» Scarica l’articolo completo in PDF]

"Behind border!" by kickedwithlife (CC-BY-NC-SA)

"Behind border!" by kickedwithlife (CC-BY-NC-SA)

Per citare questo articolo:
Giampaolo Amodei, «La liminarità nell’era del fluido. Confini, frontiere e identità», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea : il dossier [on-line], N.1, 19/10/2009 (aggiornamento del 22/01/2010),
URL:<http://www.studistorici.com/2009/10/19/amodei_la_liminarità_nell_era_del_fluido>

Creative Commons License
«La liminarità nell’era del fluido. Confini, frontiere e identità» by Giampaolo Amodei / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

IMPRESSUM

DIACRONIE Studi di Storia Contemporanea ISSN 2038-0955 Rivista e risorsa digitale indipendente a carattere storiografico. Uscita trimestrale. Autorizzazione n°8043 del Tribunale di Bologna in data 11/02/2010 Gli articoli di Diacronie. Studi di Storia Contemporanea sono pubblicati sotto licenza Creative Commons 2.5.

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