ISSN: 2038-0925

6/ Le pagine sarde dei quotidiani nazionali «l’Unità», «Il Popolo», «Il Giornale d’Italia» e «Il Tempo» (1947-1972)

di Andrea Corda

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 22, 2|2015

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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"N.78" by Stefano Coviello on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

“N.78″ by Stefano Coviello on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

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Abstract


Italiano

Nel secondo dopoguerra «l’Unità», «Il Popolo», «Il Giornale d’Italia» e «Il Tempo» furono i primi e unici quotidiani nazionali a pubblicare, con le loro edizioni locali, un’intera pagina contenente le notizie e la cronaca dei principali avvenimenti riguardanti la Sardegna. La presenza di un’edizione sarda rientrava peraltro nel quadro di un’iniziativa editoriale ad ampio raggio che mirava ad allargare il bacino diffusionale di queste testate nelle principali regioni meridionali. Proprio prendendo le mosse da qui, l’obiettivo del saggio è indagare i motivi che indussero alcuni gruppi editoriali a espandersi in Sardegna, descrivere le scelte editoriali che contraddistinsero questo aspetto dell’informazione, le principali firme dei corrispondenti, i lettori “tipo”, nell’intento di capire quanto tali giornali riuscissero a incidere sul tessuto sociale sardo e ad aggiungersi alla vendita dei quotidiani regionali già presenti in loco.

Parole chiave: edizioni locali, Il Giornale d’Italia, Il Popolo, Il Tempo, l’Unità.

English

After World War II «l’Unità», «Il Popolo», «Il Giornale d’Italia» and «Il Tempo» were the first and only national newspapers to publish a whole page involving the news of the main events about Sardinia in their local publishings. However, it was a publishing project whose aim was to broaden the circulation of these newspapers in the main southern Italian regions. By starting right from this point, the goals of the essay are the following: to investigate the reasons which led several publishing groups to spread in Sardinia, to describe the publishing choices that characterized this aspect of information, to focus on the main figures of Sardinian correspondents and the typical readers, in order to understand how these newspapers were able to affect the Sardinian social net and join the sale of the regional newspapers already there present at a local rate.

Keywords: Il Giornale d’Italia, Il Popolo, Il Tempo, l’Unità, local publishings.


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L’autore


Andrea Corda è nato a Carbonia (CA) nel 1981. Si è laureato in Scienze della comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma nel dicembre 2005 e, dal 2015, è dottore di ricerca in Storia moderna e contemporanea presso il Dipartimento di Storia, Beni culturali e territorio dell’Università degli Studi di Cagliari.
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Per citare questo articolo


Corda, Andrea, «Le pagine sarde dei quotidiani nazionali “l’Unità”, “Il Popolo”, “Il Giornale d’Italia” e “Il Tempo” (1947-1972)», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 22, 2|2015

URL: <http://www.studistorici.com/2015/06/29/corda_numero_22/>

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Licenze


Creative Commons License«Le pagine sarde dei quotidiani nazionali “l’Unità”, “Il Popolo”, “Il Giornale d’Italia” e “Il Tempo” (1947-1972)» by Andrea Corda / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

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One comment
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  1. Del saggio di Andrea Corda, tra l’altro, mi è piaciuto molto che le tematiche legate alla Sardegna vengano considerate in una prospettiva più ampia, in questo caso nazionale, e non, come spesso capita, circoscritta entro i confini isolani. Detto questo, mi fa riflettere la conclusione: “Le pagine sarde dei quotidiani nazionali hanno mostrato la fotografia di una regione che con fatica cercava di trasformarsi…”
    Per quanto mi riguarda, invece, il saggio ha confermato la mia impressione che la Sardegna sia stata ( è?) un’isola mal governata da classi politiche (a livello locale e nazionale) incapaci e/o al traino di interessi che poco o niente avevano a che vedere con quelli del popolo sardo, e data in pasto a imprenditori, come allora si diceva, “di rapina” (non a caso si era utilizzato il termine di “colonialismo”). Insomma, forse ci sono precise responsabilità e l’ arretratezza non è un “destino”, e l’isola non è “canne al vento”.
    Mi piacerebbe conoscere in proposito il parere dell’autore. Grazie Fiorenza Serra

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