ISSN: 2038-0925

12/ RECENSIONE: Bo LIDEGAARD, Il popolo che disse no, Milano, Garzanti, 2014, 455 pp.

a cura di Jacopo BASSI

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 25, 1|2016

Bo Lidegaard, "Il popolo che disse no", Milano, Garzanti, 2014, 455 pp.

Bo Lidegaard, Il popolo che disse no,
Milano, Garzanti, 2014, 455 pp.

Lo storico Bo Lidegaard direttore del quotidiano «Politiken» e con una carriera diplomatica alle spalle è il fratello di Martin Lidegaard, membro del Partito Social-Liberale Danese e attuale Ministro degli Esteri della Danimarca. Nel suo profilo biografico si intravedono alcune delle chiavi di lettura necessarie per comprendere il suo Il popolo che disse no, un’interessante narrazione della fuga degli ebrei danesi dal paese durante l’occupazione nazista.

Una prima osservazione riguarda il titolo originale dell’opera – tradotto in modo non fedele – Landsmænd, che già delinea una delle tesi del libro. Gli ebrei danesi furono sempre considerati come compatrioti dai danesi di religione cristiana; proprio a partire da questo fondamentale presupposto, Lidegaard lega la protezione nei confronti degli ebrei danesi alla difesa della libertà politica danese e all’esistenza stessa del presupposto di Stato di diritto.

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BASSI, Jacopo, «RECENSIONE: Bo LIDEGAARD, Il popolo che disse no, Milano, Garzanti, 2014, 455 pp.», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 25, 1|2016

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