ISSN: 2038-0925

6/ Another Achilles Heel for the Soviets? Jimmy Carter, the Cold War and Islam in West Africa

di Laura MASCHIO

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 66, 2|2026

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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"Jimmy Carter with Lt. Gen. Olusegun Obasanjo of Nigeria" by National Archives and Records Administration Jimmy Carter Library (NLJC) via Wikimedia Commons (Public Domain)

“Jimmy Carter with Lt. Gen. Olusegun Obasanjo of Nigeria” by National Archives and Records Administration Jimmy Carter Library (NLJC) via Wikimedia Commons (Public Domain)

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Abstract


Italiano

L’articolo analizza l’integrazione dell’Africa occidentale nella più ampia azione di propaganda psicologico-religiosa elaborata dall’amministrazione Carter verso il mondo islamico. Basandosi su valutazioni declassificate della CIA, memorandum del Dipartimento di Stato e documenti diplomatici, il saggio dimostra che, sebbene Washington avesse concepito una strategia globale verso l’Islam nel quadro delle politiche di contenimento dell’influenza sovietica, la sua implementazione in Africa occidentale rimase parziale e disomogenea. La regione fu coinvolta in modo selettivo, tramite un’azione diplomatica modulata in base alle sensibilità locali e vincolata dal potere contrattuale degli attori politici regionali. In questo senso, lo studio evidenzia come la strumentalizzazione dell’Islam durante la presidenza Carter fu non soltanto differenziata sul piano geografico, ma anche dipendente dai contesti specifici nei quali venne messa in atto.

Parole chiave: Africa occidentale, amministrazione Carter, anti-americanismo, Guerra fredda, public diplomacy statunitense.

 

English

This article asks how and to what extent the Carter administration integrated West Africa into its broader religious and psychological outreach to the Muslim world during the late Cold War. It shows that, although Washington developed a global approach to Islam as part of its containment strategy, its implementation in West Africa remained partial and uneven. Rather than constituting a coherent regional front, the region was integrated selectively through constrained propaganda initiatives and calibrated diplomatic engagement, shaped by local political sensitivities and the agency of regional actors. Drawing on declassified CIA assessments, State Department memoranda, and diplomatic records, and by focusing on a region largely overlooked in Cold War historiography, this article demonstrates that the instrumentalization of Islam under Carter was not only geographically differentiated, but also contingent on the specific contexts in which it was deployed.

Keywords: anti-Americanism, Carter administration, Cold War, US public diplomacy, West Africa.

 
 

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L’autrice


Laura Maschio ha conseguito la laurea magistrale in Relazioni internazionali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi sulle relazioni tra Stati Uniti e Africa occidentale durante la presidenza di Jimmy Carter. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra storia della Guerra fredda e storia dell’Africa, con particolare attenzione al Sahel. Ha maturato esperienza nell’analisi di policy a Bruxelles e attualmente collabora con il Centro de Estudios de Política Internacional dell’Università di Buenos Aires, dove contribuisce a un progetto di ricerca sulle dinamiche di sicurezza e cooperazione nel Sahel contemporaneo.

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Per citare questo articolo


MASCHIO, Laura, «Another Achilles Heel for the Soviets? Jimmy Carter, the Cold War and Islam in West Africa», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 66, 2|2026

URL: <http://www.studistorici.com/2026/06/29/maschio_numero_66/>

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Licenze


Creative Commons License«Another Achilles Heel for the Soviets? Jimmy Carter, the Cold War and Islam in West Africa» by Laura Maschio / Diacronie. Studi di Storia Contemporanea is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Unported.

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