ISSN: 2038-0925

Messa a fuoco. Giornalismo di guerra

Intervengono Mauro FORNO, Lorenzo BENADUSI e Enrico SERVENTI LONGHI
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Come sostiene Peppino Ortoleva, la prima guerra mondiale rappresenta un tornante decisivo per la storia del giornalismo: è in questi anni che lo Stato si affaccia sul mondo delle comunicazioni e lo utilizza come strumento di omologazione culturale e ideologica. Quali caratteristiche assume, da questo momento, il ruolo del corrispondente?

Il giornalismo di guerra si è dovuto confrontare costantemente con necessità, esigenze, pressioni esercitate da numerosi attori, anche diversi dallo Stato. Quanto e come influiscono gli interessi economici, i partiti politici e i movimenti d’opinione nella professione del corrispondente di guerra?

Che tipo di rapporto si è instaurato tra il cambiamento dei mezzi di comunicazione e l’evoluzione dei media nello sviluppo ‒ se questo si è verificato ‒ della professione del corrispondente di guerra? Quale ruolo ha giocato, ad esempio, la fotografia di guerra?

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