ISSN: 2038-0925

9/ Quando l’arte si politicizza: Okinawa e le sue forme di resistenza alla presenza militare americana (1972-2024)

di Livia Anna GATTI

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 66, 2|2026

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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"A crowd of Okinawans protesting the Futenma base in Ginowan, Okinawa" by Nathan Keirn via Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

“A crowd of Okinawans protesting the Futenma base in Ginowan, Okinawa” by Nathan Keirn via Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

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Abstract


Italiano

Questo contributo analizza diverse forme di espressione culturale okinawense prodotte tra il 1972 e il 2024 come critica alla presenza militare statunitense nell’arcipelago, con l’obiettivo di mostrare come queste abbiano contribuito alla creazione di uno spazio simbolico di mobilitazione che si estende anche in Giappone e all’estero. In un contesto segnato da violenze e persistente marginalizzazione politica, musica, cinema e arti visive diventano strumenti tramite cui gli artisti elaborano la memoria della guerra e denunciano la logica della “periferia sacrificabile”. Nella musica di Miyazawa e del rapper Kakumakushaka, nel cinema di Takamine, nelle opere artistiche di Teruya e Makishi, e nelle fotografie di Ishikawa è possibile rintracciare sentimenti pervasivi di ribellione all’egemonia americana su Okinawa. Ciò diventa un messaggio che supera i confini locali, richiamando una questione rimasta sospesa dal 1952.

Parole chiave: antiamericanismo, antimilitarismo, Giappone, Okinawa, resistenza culturale.

 

English

his article examines selected forms of Okinawan cultural expression produced between 1972 and 2024 as critiques of the U.S. military presence in the archipelago. It argues that this artistic production has helped generate a symbolic space of mobilisation whose resonance extends beyond Okinawa. In a context marked by violence and persistent political marginalisation, music, cinema, and visual arts become tools through which artists articulate war memory and condemn the logic that positions Okinawa as secondary to national interests. The songs of Miyazawa and Kakumakushaka, in Takamine’s cinema, in the creations of Teruya and Makishi, and in Ishikawa’s photography reveal pervasive sentiments of resistance to American hegemony in Okinawa. This message extends beyond local boundaries, drawing attention to an issue unresolved since 1952.

Keywords: Anti-Americanism, Antimilitarism, Cultural Resistance, Japan, Okinawa.

 
 

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L’autrice


Livia Anna Gatti è dottoranda in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi Roma Tre. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra dissenso politico, cultura di massa e trasformazioni sociali nel Giappone tra le due guerre, con particolare attenzione alle forme di opposizione, ai linguaggi della modernità urbana e alla costruzione dell’immaginario politico e sociale dell’epoca. Ha pubblicato contributi nel Dizionario di Geopolitica del Centro Alti Studi della Difesa, dedicati alle dinamiche politiche e strategiche dell’Asia orientale, e una recensione apparsa nella rivista «Asia Maior».

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Per citare questo articolo


GATTI, Livia Anna, «Quando l’arte si politicizza: Okinawa e le sue forme di resistenza alla presenza militare americana (1972-2024)», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 66, 2|2026

URL: <http://www.studistorici.com/2026/06/29/gatti_numero_66/>

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Licenze


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