ISSN: 2038-0925

6/ Fgci e Centri per l’ambiente: un cuore “verde” nella cultura politica comunista

di Roberto TESEI

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 65, 1|2026

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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Dipingi di verde la tua storia / Federazione giovanile comunista italiana_; grafica: Ezio Bocci & Sandro Conte, Modena: Coptip, 1985. Da: Manifestipolitici.it, banca dati della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna -www.manifestipolitici.it - Originale donato da: Famiglia Sbriziolo-De Felice (Napoli).

Dipingi di verde la tua storia / Federazione giovanile comunista italiana_; grafica: Ezio Bocci & Sandro Conte, Modena: Coptip, 1985. Da: Manifestipolitici.it, banca dati della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna -www.manifestipolitici.it – Originale donato da: Famiglia Sbriziolo-De Felice (Napoli).

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Abstract


Italiano

Il contributo analizza l’esperienza dei Centri per l’Ambiente (CpA), promossi dalla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) negli anni Ottanta, quale tentativo per costruire un ambientalismo “rosso-verde” all’interno della cultura politica comunista. Attraverso l’esame della mobilitazione antinucleare successiva a Chernobyl e delle nuove elaborazioni sui temi ambientali, il lavoro mostra come la questione ecologica abbia agito da catalizzatore per un ripensamento profondo dei rapporti tra sviluppo, democrazia e ambiente in una parte del mondo comunista italiano. L’azione dei CpA, intrecciando istanze ambientaliste, pacifiste e sociali, contribuì a ridefinire la cultura politica di una sinistra in transizione.

Parole chiave: ambientalismo, comunismo, giovani, movimenti antinucleari, nucleare.

 

English

This paper examines the experience of the Environmental Centers (CpA), promoted by the Italian Communist Youth Federation (FGCI) in the 1980s, as an attempt to shape a “red-green” environmentalism within the Communist political culture. By analysing the anti-nuclear mobilization that followed the Chernobyl disaster and the new elaborations on environmental issues, the study shows how the ecological question acted as a catalyst for a profound rethinking of the relationship between development, democracy, and the environment within parts of the Italian Communist movement. The activities of the CpA – combining environmental, pacifist, and social demands – contributed to redefining the political culture of a left in transition.

Keywords: Antinuclear Movements, Communism, Environmentalism, Nuclear, Youth.

 
 

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L’autore


Roberto Tesei è assegnista di ricerca presso la Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, nell’ambito del progetto Horizon RETOOL (Strengthening democratic governance for climate transitions). Nel 2023 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze politiche presso l’Università di Catania, dove successivamente ha svolto attività di ricerca sul tema “La dimensione euro-mediterranea della politica italiana nell’età repubblicana”. Laureato in Storia contemporanea all’Università Roma Tre, ha collaborato come consulente della Commissione straordinaria Antidiscriminazioni del Senato della Repubblica. I suoi interessi di ricerca comprendono la storia politica e sociale, i partiti e i movimenti, la storia ambientale e il populismo, con particolare attenzione agli anni Ottanta.

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Per citare questo articolo


TESEI, Roberto, «Fgci e Centri per l’ambiente: un cuore “verde” nella cultura politica comunista», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 65, 1|2026

URL: <http://www.studistorici.com/2026/04/29/tesei_numero_65/>

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Licenze


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