ISSN: 2038-0925

27 gennaio – Giorno della Memoria

OLOCAUSTO

Speciale Diacronie – 2012

A cura di:

Stefania Elena Carnemolla
Matteo Tomasoni

Artwork by Matteo Tomasoni based on
“Arbeit Macht Frei” by re_birf on Flickr (CC BY 2.0)

Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso.

(Primo Levi, Se questo è un uomo, Torino, Einaudi, 1989, p. 43)

Sono passati 65 anni dalla prima pubblicazione di Se questo è un uomo, nell’ormai lontano 1947. Eppure questo testo, unico nel suo genere, è ancora un libro di tremenda attualità, testimone di una generazione che ha vissuto e che soffre ancor oggi le terribili cicatrici lasciate da un’epoca che alla maggior parte di noi, sembra già lontana. Dimenticare ciò che è stato, sarebbe l’errore più grave che potremmo commettere. Non ‘ricordare’ i fatti, le immagini, le memorie di coloro che hanno vissuto tutto ciò, sarebbe come perdere una parte della nostra propria identità. Il 27 gennaio, ancora una volta, fermiamoci anche solo per un attimo, riflettiamo e meditiamo su queste parole, consideriamoci parte di questa storia.

La redazione di Diacronie

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Memorie

Soltanto molti anni dopo ho appreso che alcuni tentativi di raggiungere la Svizzera attraverso le montagne erano finiti in modo tragico proprio perché i malcapitati erano stati intercettati da un posto di frontiera fascista ed erano finiti nei campi di concentramento nazisti.

(‘Memorie di Guerra’, di Alessandro Olschki)

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Approfondimento I


1. “La biblioteca scomparsa”

Documenti e testimonianze sul saccheggio della Biblioteca della comunità ebraica di Roma

a cura di Stefania Elena Carnemolla (2007)


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All’inizio fu un Bechstein, un pianoforte a coda appartenuto a Franz Listz. Il cimelio si trovava da anni in una sala dell’Accademia Musicale Chigiana, fondata dal conte Guido Chigi Saracini nel 1932. Il dottor Avi Beker, del Congresso Mondiale Ebraico, in una lettera alla Commissione Anselmi, chiamata ad indagare sulla spoliazione dei beni degli ebrei italiani, chiese se non fosse quello di un ebreo morto nell’Olocausto. Più tardi, si scoprì che il Bechstein era stato donato al conte dal signor Roberto Almagià, che lo aveva acquistato ad un’asta per poterlo regalare alla moglie pianista. Fu poi la volta dei quadri, delle opere d’arte. E delle biblioteche. Di una, in particolare. Nel 1999, durante un incontro con la Commissione interministeriale per il recupero delle opere d’arte trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale, ricordando il saccheggio ai danni della Biblioteca della Comunità Ebraica romana, un componente della Commissione Anselmi chiese che notizie se ne avessero. Quel commissario era l’avvocato Dario Tedeschi, consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e oggi presidente della Commissione per il recupero del patrimonio bibliografico della Comunità ebraica di Roma razziato nel 1943 istituita dal governo italiano nel 2002 per poter adempiere ad una raccomandazione della Commissione Anselmi.

La Biblioteca della Comunità Ebraica di Roma si era costituita come corpo unico agli inizi del Novecento, allorquando vi confluirono le collezioni di alcune confraternite e sinagoghe, le cosiddette scòle. La raccolta era fra le più ricche d’Europa: manoscritti, incunaboli, soncinati, cinquecentine, opere del Seicento e del Settecento giuntevi da Venezia e Livorno, scritti dell’Ottocento. Ed ancora, opere provenienti da Costantinopoli, Salonicco, Amsterdam, Cracovia, Lublino, Lisbona. Non solo testi religiosi, ma anche opere di filosofia, matematica, storia, medicina, numismatica, letteratura.

Nell’autunno del 1943, dopo aver estorto agli ebrei romani cinquanta chili d’oro, i tedeschi asportarono libri, incunaboli, palinsesti e manoscritti della Biblioteca comunitaria. Stessa sorte toccò a quella del Collegio Rabbinico Italiano, alloggiata, similmente alla prima, all’interno del Tempio Maggiore, a Lungotevere de’ Cenci. Grazie alla cassaforte della Sinagoga e agli armadi dell’ufficio rabbinico, sfuggirono alla razzia i codici biblici membranacei della Comunità, nonché alcune centinaia di volumi a stampa, fra cui diversi incunaboli.

Il 14 ottobre, alcuni facchini della ditta Otto & Rosoni caricarono l’intera Biblioteca comunitaria e parte di quella del Collegio Rabbinico su due vagoni merci delle Ferrovie tedesche contrassegnati dalle sigle DRPI MUNCHEN-97970-C e DRPI MUNCHEN-97970-G. Il 23 dicembre toccò al resto della Biblioteca rabbinica, che lasciò Roma su un vagone diretto a Francorte. La Biblioteca del Collegio Rabbinico venne ritrovata dall’esercito americano poco dopo la guerra e dal centro di raccolta di Offenbach, in Germania, riportata in Italia, cosa di cui si incaricò l’ufficiale italiano Carlo Rupnik. Ma davvero fu restituita integralmente? La Biblioteca comunitaria si è invece come volatilizzata. In mancanza di una catalogazione completa, difficile dire quale ne fosse la reale consistenza. Si parla di più di settemila fra libri e manoscritti. Gli inventari esistenti – quello di Angelo Di Capua relativo alla confraternita di Talmud Torah, quindi quello redatto da Isaia Sonne negli anni Trenta – sono difatti assai parziali. Esistono tuttavia i facsimili dei timbri con cui la Comunità era solita contrassegnare i propri libri. Una pratica, contestualmente all’uso di etichette, seguita anche per quelli del Collegio Rabbinico. Contrassegni e inventari sono ora a disposizione di Ekaterina Genieva, direttore della Biblioteca di Letteratura Straniera «M. I. Rudomino» di Mosca. Le ricerche ad oggi condotte fra Germania, Stati Uniti, Israele, sembrano infatti avvalorare l’ipotesi che la Biblioteca della Comunità Ebraica di Roma possa trovarsi nell’ex Unione Sovietica, portatavi dall’Armata Sovietica a sèguito dell’occupazione dei territori tedeschi. La Biblioteca come trofeo di guerra, quindi. Cosa rende «particolare» la ricerca di una simile biblioteca? «Come cercare oggetti scuri in una stanza buia» così Ekaterina Genieva. Eppure, è fiduciosa, nonostante le collezioni ebraiche di San Pietroburgo, scandagliate con l’aiuto del professor Yakerson, un’autorità in fatto di libri e manoscritti ebraici, non abbiano dato i risultati sperati.

La caccia alla Biblioteca scomparsa si è ora spostata a Mosca. «Dopo San Pietroburgo» spiega «è mutata la nostra percezione su come affrontare le future indagini. Chi dice che quanto cerchiamo non possa ad esempio trovarsi nei musei? Pensiamo a quello di Culture Orientali di Mosca, tanto che abbiamo interpellato il professor Zaitzev, sollecitando un’analisi a riguardo. Quante sono le possibilità, gli abbiamo chiesto, che la collezione che stiamo cercando possa trovarsi in quel museo?».

E chissà che l’Archivio militare di Mosca qualcosa non sappia di quei libri, di quei manoscritti. Probabile. Biblioteche, musei, archivi militari e archivi in genere, in ogni caso il primo passo dovrà essere lo studio minuzioso dei cataloghi.

E se invece la Biblioteca non fosse mai stata inventariata? Né è da credere che sia finita fra le maglie del mercato antiquario. Piuttosto, ci piace pensare che sia stata dimenticata, abbandonata e che ancora giaccia, ancora sigillata, in casse negli scantinati di un museo o di una grande biblioteca.

(continua: Intervista a Dario Tedeschi, presidente della Commissione del governo italiano per il recupero del patrimonio bibliografico della comunità ebraica di Roma)

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2. Il saccheggio della biblioteca della comunità ebraica di Roma

Dal ‘Diario di Rosina Sorani’


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La mattina, come il solito, eravamo tutti in Ufficio [...] quando ci siamo visti invadere gli Uffici dai soldati tedeschi: erano circa una quarantina tra ufficiali, soldati ed interpreti. I soldati erano armati coi fucili mitragliatori e nella strada vi erano delle mitragliatrici e due grossi carri armati che sarebbero dovuti servire per sfondare il portone caso mai lo avessero trovato chiuso.

Mercoledì 29 settembre 1943

Varie centinaia di Ebrei sono stati presi dai tedeschi nei vari rioni di Roma e specialmente nel Ghetto. Sin dalla mezzanotte del venerdì hanno piantonato i portoni di quelli che dovevano essere presi ed alla mattina del sabato alle sei hanno cominciato la retata che è durata per varie ore.

Sabato 16 ottobre 1943

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3. Documenti sul saccheggio della biblioteca


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4. Rapporto finale del Governo Italiano

SULL’ATTIVITÀ DELLA COMMISSIONE PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO BIBLIOGRAFICO DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI ROMA, RAZZIATO NEL 1943


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http://www.governo.it/Presidenza/USRI/confessioni/rapporto/rapporto_finale_attivita_Commissione2.pdf

(26 febbraio 2009)

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5. Immagini della restituzione del Pentateuco

edito nel 1680 ad Amsterdam da Uri Phoebus Halevy e appartenuto alla
Biblioteca del Collegio Rabbinico

Hannover, Simposio sulle Biblioteche razziate dai nazisti (2005)


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Pentateuco - 1 1/ Particolare dell’etichetta della Biblioteca del Collegio Rabbinico sulla costolina del Pentateuco edito da Uri Phoebus Halevy ad Amsterdam nel 1680 e razziato nel 1943 – © Presidenza del Consiglio dei Ministri (Archivio fotografico: Stefania Elena Carnemolla)
Pentateuco - 2 2/ Particolare dell’etichetta della Biblioteca del Collegio Rabbinico all’interno del Pentateuco edito da Uri Phoebus Halevy ad Amsterdam nel 1680 e razziato nel 1943 – © Presidenza del Consiglio dei Ministri (Archivio fotografico: Stefania Elena Carnemolla)
Pentateuco - 3 3/ A destra il professor Frederik J. Hoogevoud, direttore della Biblioteca Rosenthalian, Judaica ed Ebraica di Amsterdam, al simposio di Hannover del 2005 sulle biblioteche razziate dai nazisti, mentre consegna il Pentateuco del Collegio Rabbinico, edito da Uri Phoebus Halevy ad Amsterdam nel 1680, all’avvocato Dario Tedeschi (a sinistra), presidente della Commissione governativa per il recupero del patrimonio bibliografico della Comunità ebraica di Roma e rappresentante dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – © Presidenza del Consiglio dei Ministri (Archivio fotografico: Stefania Elena Carnemolla)

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6. Video sul saccheggio e distruzione di villaggi bielorussi,
il piano criminoso di Hitler contro la Bielorussia,
stermini, genocidi, annientamento della popolazione civile

Filmati provenienti dal Memoriale di Stato di Khatyn,
Ministero della Cultura della Repubblica di Bielorussia

Tutto il materiale è disponibile su http://www.khatyn.by/en/


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Video 1

“Villaggi bielorussi in fiamme”

Video 2

“L’orrore svelato”

Video 3

“Azioni contro la Bielorussia”


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Approfondimento II


7. La “deportazione militare”. La testimonianza di un soldato italiano

Da Cefalonia a Minsk, parla un sopravvissuto delle infamie naziste

a cura di Stefania Elena Carnemolla


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Deportazioni - 1 1/ Prigionieri di guerra sovietici in mano tedesca (Deutsches Bundesarchiv, Bild 192-208: KZ Mauthausen, Sowjetische Kriegsgefangene)
Deportazioni - 2 2/ Soldati della “Divisione Acqui” disarmati a Cefalonia dopo l’8 settembre del 1943 (Archivio fotografico: Stefania Elena Carnemolla)
Deportazioni - 3 3/ Soldati italiani disarmati dopo l’8 settembre del 1943 (Archivio fotografico: Stefania Elena Carnemolla)

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8. Link sull’Olocausto


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sccp3 Processi

  1. Processo di Norimberga
  2. Processi in Italia per criminali nazisti
  3. Processi all’estero per criminali nazisti

sccp3 European Holocaust Research Infrastructure (EHRI)

  1. Home page del sito
  2. Video di presentazione (da YouTube)
  3. Research Users Advisory Committee

sccp3 Video e materiale audiovisivo

  1. European Holocaust Research Infrastructure (video di presentazione da YouTube)
  2. Testimonianze dai lager (Radio Televisione Italiana)
  3. Liberazione di un lager (da YouTube)
  4. USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education
  5. Yale University Library Fortunoff Video Archive for Holocaust Testimonies
  6. British Library. Oral history: Jewish Experience in Britain and Holocaust Testimonies

sccp3 Altro

  1. Link 1
  2. Link 2

sccp3 Olocausto: beni culturali e risarcimenti

  1. Lootedart
  2. Lost Art Internet Database
  3. The Conference on Jewish Material Claims against Germany
  4. ITS – International Tracing Service di Bad Arolsen al servizio delle vittime delle persecuzioni naziste e loro famiglie

sccp3 Manifestazioni (tutte le altre manifestazioni si possono rinvenire sui siti dei musei e istituzioni e in elenco nei file indicati)

  1. Fondazione Memoria della Deportazione e Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
  2. Milano ricorda la Shoah, concerto al Conservatorio Giuseppe Verdi
  1. I nomi della Shoah in Italia progetto Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano (dal 26 gennaio attivo presso: http://www.nomidellashoah.it)
  2. International Holocaust Remembrance Day a Yad Vashem

sccp3 Mostre on line (tutte le altre mostre si possono rinvenire sui siti dei musei e istituzioni e in elenco nei file indicati)

  1. Fondazione Memoria della Deportazione e Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
  2. La persecuzione degli Ebrei in Italia dal 1938 al 1945 attraverso i documenti dell’epoca del Museo della Shoah di Milano

sccp3 Lager

  • Auschwitz
  1. Link 1
  2. Link 2
  1. Link 1
  2. Link 2
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  2. Link 2
  • Dora Mittelbau
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  2. Link 2
  • Ravensbrück
  1. Link 1
  2. Link 2
  1. Link 1
  2. Link 2

sccp3 Fondazioni, associazioni, centri e musei in Italia

sccp3 Musei e altri memoriali all’estero

  • United States Holocaust Memorial Museum
  1. Link 1
  2. Link 2

sccp3 Fondazioni, istituti e centri studio all’estero

sccp3 Legacy, trust e altre associazioni all’estero

sccp3 Antisemitismo

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