ISSN: 2038-0925

INSML – Servizi Archivistici

http://www.italia-liberazione.it/it/archivistici.php


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Sul sito dell’INSML nella sezione “banche date e risorse on line” è possibile accedere alla consultazione digitale degli archivi cartacei (http://www.italia-liberazione.it/it/archivisticiguida.php) e fotografici (http://beniculturali.ilc.cnr.it:8080/Isis/servlet/Isis?Conf=/usr/local/IsisGas/FotoConf/Foto.sys6.file)di buona parte degli Istituti per la storia del Movimento di Liberazione e dell’Età contemporanea presenti sul suolo nazionale. Le schede intendono offrire uno strumento utile per la conoscenza del patrimonio archivistico conservato. La catalogazione copre in particolare i livelli di fondo e serie e, alle volte, arriva alla descrizione analitica del singolo documento. La maschera di ricerca consente l’interrogazione di tutti i campi, restituendo dettagliate informazioni riguardanti il contenuto, i soggetti, l’arco cronologico, la consistenza ed eventuali pubblicazioni di inventari. Alcune schede, relative agli Istituti più antichi e con patrimonio più vasto, prevedono una presentazione più analitica che meglio può illustrare le possibilità di ricerca e di studio offerta dalla documentazione. Le schede su cui si basa l’archivio fotografico permettono una descrizione dettagliata a tutti i livelli valorizzando le caratteristiche proprie di questo tipo di documentazione attraverso un’analisi dei supporti, delle tecniche realizzative, dei contesti e degli eventi raffigurati. In molti casi è anche possibile visualizzare i singoli documenti.
È stata recentemente attivata una prima sperimentazione del database relativo alle cartoline che, per il momento, riguarda alcuni fondi dell’Istituto Nazionale di Milano (http://beniculturali.ilc.cnr.it:8080/Isis/servlet/Isis?Conf=/usr/local/IsisGas/CartoConf/Carto.sys6.file)
Gabriella Solaro, responsabile degli archivi dell’INSMLI, descrive così la consistenza del materiale conservato negli archivi degli Istituti: “Attualmente il patrimonio archivistico della rete copre l’arco temporale del XX secolo e una gamma di interessi vastissima. Il nucleo storico originario della documentazione è costituito dagli archivi prodotti dai Comitati di liberazione nazionale, dai partiti e movimenti politici e sindacali, dalle formazioni militari partigiane, nel triennio che va dall’8 settembre 1943 alla proclamazione della Repubblica italiana nel 1946. Le diverse istituzioni del movimento di liberazione aggiunsero poi, agli archivi propri, parti diverse di archivi delle cessate amministrazioni della Rsi e degli uffici tedeschi, oltre a non trascurabili quantità di carte prodotte dalle autorità alleate, almeno fino al dicembre 19454. Ne è risultato un insieme cospicuo e unico di documenti rari, spesso sopravvissuti in unica copia alle vicende del periodo clandestino, che costituiscono raccolte particolarmente considerevoli nel nord in Lombardia, Piemonte ed Emilia, al centro in Toscana e al Sud, in Campania e rappresentano una fonte privilegiata per ricerche di storia politica nazionale e internazionale e per una ricostruzione compiuta della transizione dalla guerra alla pace nei suoi aspetti sociali, politici, economici. Accanto a queste raccolte se ne sono costituite altre, relative al periodo compreso tra le due guerre mondiali, che comprendono archivi di esponenti del fascismo, dell’antifascismo, della cultura, del giornalismo e della diplomazia, archivi di enti e associazioni di carattere politico, assistenziale, economico e culturale. Alla documentazione coeva si è aggiunto un cospicuo materiale creato attraverso raccolta di testimonianze orali, di scritti autobiografici di persone comuni sulla esperienza della guerra, della militanza politica e sindacale. A partire dagli anni Settanta l’estensione territoriale della rete, che in molte regioni copre la totalità delle province, conferì all’Istituto nazionale e agli istituti associati una funzione integrativa di quella degli archivi pubblici per quanto concerne il salvataggio di fondi di privati, di associazioni, enti e organizzazioni politiche.  […] Dalla fine degli anni Ottanta poi il profondo mutamento del sistema politico nazionale, la crisi anche economica di varie organizzazioni sindacali, lo smantellamento di imprese industriali del paese hanno esposto al rischio di dispersione enormi quantità di documenti di rilevanza storica e gli Istituti, pur impari per forze e strutture, sono intervenuti in un’azione di salvataggio che si prevede continuerà anche nei prossimi anni”.

Sul sito dell’INSML nella sezione “banche date e risorse on line” è possibile accedere alla consultazione digitale degli archivi cartacei (http://www.italia-liberazione.it/it/archivisticiguida.php) e fotografici (http://beniculturali.ilc.cnr.it:8080/Isis/servlet/Isis?Conf=/usr/local/IsisGas/FotoConf/Foto.sys6.file)di buona parte degli Istituti per la storia del Movimento di Liberazione e dell’Età contemporanea presenti sul suolo nazionale. Le schede intendono offrire uno strumento utile per la conoscenza del patrimonio archivistico conservato. La catalogazione copre in particolare i livelli di fondo e serie e, alle volte, arriva alla descrizione analitica del singolo documento. La maschera di ricerca consente l’interrogazione di tutti i campi, restituendo dettagliate informazioni riguardanti il contenuto, i soggetti, l’arco cronologico, la consistenza ed eventuali pubblicazioni di inventari. Alcune schede, relative agli Istituti più antichi e con patrimonio più vasto, prevedono una presentazione più analitica che meglio può illustrare le possibilità di ricerca e di studio offerta dalla documentazione. Le schede su cui si basa l’archivio fotografico permettono una descrizione dettagliata a tutti i livelli valorizzando le caratteristiche proprie di questo tipo di documentazione attraverso un’analisi dei supporti, delle tecniche realizzative, dei contesti e degli eventi raffigurati. In molti casi è anche possibile visualizzare i singoli documenti.

È stata recentemente attivata una prima sperimentazione del database relativo alle cartoline che, per il momento, riguarda alcuni fondi dell’Istituto Nazionale di Milano (http://beniculturali.ilc.cnr.it:8080/Isis/servlet/Isis?Conf=/usr/local/IsisGas/CartoConf/Carto.sys6.file)

Gabriella Solaro, responsabile degli archivi dell’INSMLI, descrive così la consistenza del materiale conservato negli archivi degli Istituti: “Attualmente il patrimonio archivistico della rete copre l’arco temporale del XX secolo e una gamma di interessi vastissima. Il nucleo storico originario della documentazione è costituito dagli archivi prodotti dai Comitati di liberazione nazionale, dai partiti e movimenti politici e sindacali, dalle formazioni militari partigiane, nel triennio che va dall’8 settembre 1943 alla proclamazione della Repubblica italiana nel 1946. Le diverse istituzioni del movimento di liberazione aggiunsero poi, agli archivi propri, parti diverse di archivi delle cessate amministrazioni della Rsi e degli uffici tedeschi, oltre a non trascurabili quantità di carte prodotte dalle autorità alleate, almeno fino al dicembre 1945. Ne è risultato un insieme cospicuo e unico di documenti rari, spesso sopravvissuti in unica copia alle vicende del periodo clandestino, che costituiscono raccolte particolarmente considerevoli nel nord in Lombardia, Piemonte ed Emilia, al centro in Toscana e al Sud, in Campania e rappresentano una fonte privilegiata per ricerche di storia politica nazionale e internazionale e per una ricostruzione compiuta della transizione dalla guerra alla pace nei suoi aspetti sociali, politici, economici. Accanto a queste raccolte se ne sono costituite altre, relative al periodo compreso tra le due guerre mondiali, che comprendono archivi di esponenti del fascismo, dell’antifascismo, della cultura, del giornalismo e della diplomazia, archivi di enti e associazioni di carattere politico, assistenziale, economico e culturale. Alla documentazione coeva si è aggiunto un cospicuo materiale creato attraverso raccolta di testimonianze orali, di scritti autobiografici di persone comuni sulla esperienza della guerra, della militanza politica e sindacale. A partire dagli anni Settanta l’estensione territoriale della rete, che in molte regioni copre la totalità delle province, conferì all’Istituto nazionale e agli istituti associati una funzione integrativa di quella degli archivi pubblici per quanto concerne il salvataggio di fondi di privati, di associazioni, enti e organizzazioni politiche.  […] Dalla fine degli anni Ottanta poi il profondo mutamento del sistema politico nazionale, la crisi anche economica di varie organizzazioni sindacali, lo smantellamento di imprese industriali del paese hanno esposto al rischio di dispersione enormi quantità di documenti di rilevanza storica e gli Istituti, pur impari per forze e strutture, sono intervenuti in un’azione di salvataggio che si prevede continuerà anche nei prossimi anni”.

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