ISSN: 2038-0925

Archivi del Novecento

All’inizio degli anni Novanta l’Istituto della Enciclopedia italiana, la Fondazione Gramsci, la Fondazione Basso, l’Istituto Sturzo e la Società geografica italiana concordarono che fosse necessario impegnarsi in un progetto unitario che arginasse il rischio della frammentarietà delle fonti e lavorare per favorire l’unitarietà della documentazione oggi disponibile. Nacque in questo modo l’idea di una rete digitale di istituzioni archivistiche con comuni caratteristiche di complementarità storica ed omogeneità tipologica. Tra i suoi propositi la creazione di una base dati sulla cultura e la politica italiana del XX secolo, lo sviluppo dell’architettura di un software per la descrizione del patrimonio documentario, l’allineamento con la normativa descrittiva nazionale e internazionale, l’elaborazione di indici di corredo e la costruzione parallela di un repertorio biografico. La rete Archivi del Novecento è stata così gestita dal Baicr Sistema Cultura con l’utilizzo del software GEA, essa ha rappresentato una realtà capace di rendere complementari la gestione e la valorizzazione delle fonti tramite le nuove tecnologie digitali e la riflessione sulle novità progettuali e di contenuti nel campo della conservazione e promozione della cultura della memoria. Nel corso di vent’anni le istituzioni aderenti sono così diventate 83 e oltre 750 i fondi archivistici descritti, di cui circa 280 con inventario analitico a livello di fascicolo o di documento. Molti dei documenti disponibili sono interamente scansionati e fruibili on line come immagine digitale così come molte centinaia di schede biografiche disponibili sempre online. Nella primavera del 2012 la Fondazione Siav Academy ha acquisito il software GEA e la gestione della rete Archivi del Novecento. L’esperienza si è poi conclusa nella primavera del 2015 e oggi la rete è in via di ristrutturazione in seno alla Direzione generale archivi (DGA) nell’ottica di ridar vita alla rete nell’ambito di un nuovo portale tematico DGA dedicato alla politica e cultura. La pubblicazione online è prevista entro la fine del 2015. 

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