ISSN: 2038-0925

Archivio Diaristico Nazionale (ADN)

A Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo vengono conservati più di 8000 diari scritti soprattutto a mano, qualcuno a macchina, nel corso del ‘900. Si tratta di lettere, memorie e autobiografie, semplici note o scritti di vario genere provenienti da tutta Italia. Questi arrivano e vengono catalogati con cura e conservati presso  l’Archivio Diaristico Nazionale (ADN), che contiene soprattutto testimonianze sulla guerra, ma anche sulle vicende personali, le storie di vita e i momenti cruciali dello sviluppo storico del paese, come riportato anche in questo articolo. Nasce così una sorta di casa della memoria: una sede pubblica per conservare scritti di memorie private. L’iniziativa ha attirato l’attenzione di studiosi e giornalisti anche fuori dall’Italia.

L’Archivio, ideato e fondato da Saverio Tutino, risponde in questo modo non solo all’esigenza di conservare, come un museo, brani di scrittura popolare, ma riesce anche a valorizzare il patrimonio in esso depositato. Dal 1991 su iniziativa del Comune di Pieve Santo Stefano, viene creata la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, divenuta poi una Onlus e riconosciuta con Decreto Ministeriale il 7/6/2000. Dal settembre 1998 con cadenza semestrale viene pubblicata la rivista Primapersona, una delle molte iniziative editoriali promosse dall’Archivio. Nel 2001 le memorie e i diari dell’Archivio di Pieve incontrano il cinema e nasce l’iniziativa I diari della Sacher. Nel 2011 l’Archivio produce uno spettacolo teatrale, Il paese dei diari, scritto e diretto da Mario Perrotta, che diventa testimonial dell’istituzione toscana e ispira la realizzazione del Piccolo museo del diario. Dal 2009 il patrimonio documentario dell’Archivio di Pieve Santo Stefano è nel Codice dei Beni Culturali dello Stato.

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