ISSN: 2038-0925

5/ Una catastrofe necessaria? La CGIL e il disastro di Chernobyl (1985-1989)

di Enrico SERVENTI LONGHI

Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 65, 1|2026

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ABSTRACT TESTO INTEGRALE L’AUTORE REFERENZE LICENZE

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Manifestazione dei lavoratori di Montalto di Castro davanti al ministero dell’Industria, tratta da Energia, 11/1987, p. 16. (© Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma.)

Manifestazione dei lavoratori di Montalto di Castro davanti al ministero dell’Industria, tratta da Energia, 11/1987, p. 16. (© Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma.)

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Abstract


Italiano

Il saggio si focalizza sulle conseguenze del disastro di Chernobyl all’interno del dibattito nella più grande centrale sindacale italiana, la CGIL. Attraverso lo spoglio delle più importanti testate sindacali e lo studio dei deliberati congressuali e dei documenti dell’organizzazione, emerge il confronto tra una radicata tradizione “nuclearista” e nuove tensioni “ecologiste”. L’analisi prende avvio dal periodo precedente alla catastrofe, quando la segreteria guidata da Antonio Pizzinato fu protagonista di una difficile stagione di assestamento seguita alla crisi dei primi anni Ottanta, a fronte di un’organizzazione che si dimostrava poco adeguata a cogliere i cambiamenti in atto nella società italiana. La svolta di Chernobyl e il referendum contro l’energia nucleare (1987) favorirono la riflessione collettiva, coinvolgendo il centro dirigente, gli organi categoriali e le strutture regionali. La ricostruzione si propone quindi di cogliere attraverso il filtro del sindacato il peso dei movimenti ambientalisti nella società italiana e di aggiungere un tassello allo studio più complessivo dedicato alle trasformazioni della cultura sindacale alla fine del ventesimo secolo.

Parole chiave: CGIL, disastro di Chernobyl, storia ambientale, storia del lavoro, storia del sindacato.

 

English

This paper focuses on the consequences of the Chernobyl disaster in the debate of the Italian General Confederation of Labour (CGIL). Through the analysis of the most relevant trade union press and the study of congress resolutions and organization documents, a tension between a deep-rooted “nuclearist” tradition and new “ecological” awareness emerges. The reconstruction starts before the catastrophe, when the secretariat faced the difficult period of adjustment following the crisis of the early 1980s. The turning points of Chernobyl and the referendum against nuclear energy (1987) marked the shift from a trade union little suited to grasping societal changes to a trade union that favoured collective afterthought, involving the leadership, the single categories and regional structures. Therefore, the reconstruction explores the weight of the Italian environmentalist movements through the lens of the trade union, enriching the debate dedicated to late-twentieth-century transformation of the labour culture.

Keywords: CGIL, Chernobyl Disaster, Environmental History, Labour History, Trade Union History.

 
 

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L’autore


Enrico Serventi Longhi è ricercatore di tipo B in Storia contemporanea presso l’Università di Messina ed è autore di numerosi lavori monografici e saggi sulle culture sindacali e rivoluzionarie del Novecento, sul rapporto tra estetica e politica, sull’articolazione del potere dall’Italia liberale al regime fascista e sulle transizioni nell’Italia repubblicana. Oltre a una monografia dedicata all’affaire Dreyfus, l’autore ha curato di recente alcuni lavori collettivi dedicati alla storia del giornalismo.

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Per citare questo articolo


SERVENTI LONGHI, Enrico, «Una catastrofe necessaria? La CGIL e il disastro di Chernobyl (1985-1989)», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 65, 1|2026

URL: <http://www.studistorici.com/2026/04/29/serventi-longhi_numero_65/>

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