ISSN: 2038-0925

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Numero 23 | Invio di contributi

"Words that matter", artwork by Luca Zuccolo – Diacronie (CC BY 2.0)IT | FR | EN | ES

TURCHIA, EUROPA, MEDITERRANEO. «UN DESTINO COMUNE»?

INTERAZIONI CULTURALI IN UN’OTTICA COMPARATIVA
A PARTIRE DALLA SECONDA METÀ DELL’OTTOCENTO

Le relazioni e le rappresentazioni reciproche tra l’Europa e la Turchia sono state molteplici fin dalla conquista ottomana di Costantinopoli (1453) affiancando agli aspetti politici e militari quelli economico-commerciali e culturali. Numerosi studi sono stati pubblicati sul tema delle relazioni culturali fra turchi ed Europa, sulle reciproche influenze in campi disparati quali il teatro, la letteratura e le arti. […]



Numero 18 | Invio di contributi

Henri Privat-Livemont (1861-1936), "Brussels, International Exhibition 1897", 1896. Litografia su carta (J.-L. Goffart lith., Bruxelles), 274×127 cm. Lyon, Bibliothèque municipale (attraverso Wikimedia Commons [Public domain])IT | FR | EN | ES

LE ESPOSIZIONI: PROPAGANDA E COSTRUZIONE IDENTITARIA

ATTRAVERSO LA FANTASMAGORIA DEL MODERNO

Hobsbwam definisce le esposizioni internazionali come un nuovo, allegorico e gigantesco rituale di autoesaltazione del capitalismo. Secondo Lotze sono le uniche feste propriamente moderne; nella lettura di Benjamin inaugurano una fantasmagoria, in cui l’uomo entra per lasciarsi distrarre.
Dalla loro nascita borghese fino alla loro evoluzione contemporanea, passando per i totalitarismi, le esposizioni hanno svolto la funzione di cataloghi dell’identità nazionale e della cultura ufficiale. […]



Numero 16 | Invio di contributi

Anonimo, "L'Etat c'est moi", 1968. Manifesto stampato su carta, 85,2×50,5 cm. Presentato nell'esposizione "May 68", ref. 1237, Centre de l'Affiche de la mairie de Toulouse, stagione 2007/2008IT | FR | EN | ES

LE MONARCHIE NELL’ETÀ DEI NAZIONALISMI

«L’Etat c’est moi»: la frase attribuita al Re Sole evidenzia il ruolo decisivo giocato dalle monarchie nella formazione degli Stati europei; tuttavia, la fine dell’Ancien Régime e l’emergere di una forte e potente classe burocratico-borghese, ridimensionarono il ruolo delle monarchie; le trasformazioni economiche e sociale prodotte dalla Rivoluzione Francese e dalla rivoluzione industriale portarono la borghesia a occupare nuovi spazi politici. Malgrado ciò, la diminuita rilevanza politica delle case regnanti non comportò la completa dissoluzione della monarchia come istituzione politica e come simbolo nazionale […]



Numero 13 | Invio di contributi

"Fort Portobelo" by Steve Levi on Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)IT | FR | EN | ES
ATTORI INCONSUETI: Forme ed effetti dell’azione informale nei Caraibi, tra legalità e illegalità (XVII-XXI secolo)

Qual è il ruolo delle istituzioni informali nell’evoluzione dei processi economici, politici e sociali del bacino caraibico? Diacronie intende analizzare lo sviluppo economico e sociale di quest’area, concentrandosi sul ruolo degli attori informali, ossia dei rappresentanti di quei gruppi che, tra legalità e illegalità, riuscivano – e riescono – a fornire ciò che le leggi proibiscono […]



Numero 11 | Invio di contributi

"Head and Brains" by The National Archives UK on Flickr (The Commons – Document Reference: TS 11/115)IT | FR | EN | ES
LA SATIRA FA STORIA
Eventi, pratiche, linguaggi

Il numero di ottobre 2012 di Diacronie si propone di studiare la satira come pratica discorsiva complessa e multiforme, con le sue specificità – che la differenziano da pratiche affini come la comicità, l’ironia o il sarcasmo – attraverso i molteplici legami che instaura con l’analisi storica e con le pratiche storiografiche. Non si intende fare “storia della satira” ma provare, da un lato, a riflettere su come le produzioni satiriche di diverse epoche possano essere d’aiuto nello studio della “storia” e, dall’altro, a chiedersi se sia possibile parlare di storia e comunicare i risultati di una ricerca attraverso i codici della satira…



Numero 10 | Invio di contributi

CFP_9_2012IT | FR | EN | ES | PT
DIGITAL HISTORY
La storia nell’era dell’accesso

L’utilizzo delle tecnologie digitali nelle scienze storiche ha conosciuto negli ultimi anni un rapido sviluppo. Pur nell’eterogeneità degli approcci e delle tecniche che lo compongono, oggi il termine digital history definisce un insieme di tecniche e metodologie informatiche nella ricerca storica, usate tanto per la diffusione dei risultati quanto per l’analisi delle fonti. Diacronie intende affrontare il tema offrendo una panoramica delle tecniche usate nella digital history e promuovere una riflessione su questo approccio metodologico…



Numero 9 | Invio di contributi

QUANDO LA CLASSE OPERAIA ANDAVA IN PARADISO. Le sinistre europee nell'”età dell’oro” del capitalismo
Morta o in crisi irreversibile per alcuni, smarrita e oramai priva dei suoi confini e di riferimenti culturali per altri, la sinistra europea tra il 1945 e il 1973 è il tema proposto da Diacronie per il numero di gennaio 2012.In questi anni la sinistra, in tutte le sue diverse accezioni, si è dovuta confrontare con due fenomeni: da un lato con la fase espansiva del capitalismo seguita alla ricostruzione postbellica, dall’altro con i mutamenti sociali e culturali indotti dall’avvento dei fenomeni caratteristici della società di massa. L’integrazione europea e la tensione tra i blocchi, le politiche di welfare, la nazionalizzazione dei settori chiave della produzione, la programmazione economica, ma anche la memoria dell’antifascismo e la rilettura della storia recente sono stati alcuni dei nodi che hanno costituito un’occasione di confronto e di scontro tra le varie anime della sinistra. L’intento di Diacronie è quello di promuovere una riflessione su questi temi, che possa fornire anche qualche spunto di analisi sullo stato attuale delle sinistre in Europa…



Numero 7 | Invio di contributi

SPAGNA ANNO ZERO: LA GUERRA COME SOLUZIONE
All’alba del XXI secolo non possiamo esimerci da una meticolosa analisi degli avvenimenti che con maggior peso hanno contribuito a modellare l’epoca in cui viviamo: e il conflitto civile spagnolo (1936-1939), è fu uno dei momenti centrali del “secolo breve”. Tale guerra ha dato vita ad una amplia e complessa serie di interventi, militari, politico-ideologici e sociali, a cui rispose l’intera comunità internazionale. Uno scontro che da verbale divenne fisico e che per la prima volta mise uno di fronte uno all’altro i due modelli dottrinali dell’epoca: fascismo ed antifascismo. Uno scontro che a giudizio di molti avrebbe cambiato la storia e che ben presto si trasformò nel preludio di un conflitto con proporzioni ancor più vaste e drammatiche: la IIº guerra mondiale. Partendo da tali considerazioni, Diacronie dedica il dossier di luglio 2011 a nuove proposte, volte a sottolineare ancora oggi l’attualità del conflitto civile spagnolo. Se da una parte l’analisi sarà finalizzata ad interpretare le differenti espressioni di una guerra che disarticolò la Spagna dell’epoca, dall’altra si cercherà di capire quali effetti essa abbia prodotto ed in che forma questi ultimi furono captati al di fuori dei suoi stessi confini.



Numero 5 | Invio di contributi

Nell’anno della celebrazione dei 150 anni dall’Unità d’Italia, Diacronie dedica il dossier di gennaio 2011 alle “altre Italie”. L’intento è di adottare un approccio “diverso”, realmente esterno, rispetto ai temi di unità nazionale e di storia patria ai temi dell’identità nazionale e della storia patria. In primo luogo si intende affrontare l’immagine dell’Italia affermatasi all’estero, a partire dalla formazione dello stato, seguendo le evoluzioni conosciute nel corso della storia unitaria: quali eventi e quali ragioni hanno concorso a produrre questi mutamenti? Quali responsabilità individuali e collettive, politiche e culturali hanno inciso sull’immagine dell’Italia fuori dai propri confini? Dall’immagine filtrata all’estero si sposta l’attenzione agli attori che dall’XIX secolo in poi sono andati a costruire l’“italianità” d’oltreconfine. Diacronie vuole approfondire quanto dell’Italia sia rimasto nelle comunità emigrate e quale sia stata la percezione della madrepatria per chi viveva in un nuovo paese.



Lettera aperta all’On. Ministro Gelmini

Riesce difficile, per chi ha intrapreso la scelta di dedicarsi allo studio della storia, comprendere le motivazioni che possano portare alla decisione – o alla semplice discussione della proposta – di eliminare ogni riferimento all’importanza del ruolo della Resistenza nella lotta di liberazione nazionale.

Non è solo una questione politica: è una faccenda che, in altri ambiti professionali, verrebbe definita deontologia professionale. Già, perché se si rinuncia a capire, a comprendere le ragioni e lo sviluppo dei fatti si viene meno al senso del lavoro che si svolge.



IL MOSAICO DEI CONFINI. Le frontiere della contemporaneità | N.1 ottobre 2009

Nel 1989 cadeva il muro di Berlino e il confine fisico, politico e ideologico che esso rappresentava. In occasione del ventesimo anniversario, Studi di Storia Contemporanea propone un dossier tematico dedicato alla riflessione sui complessi processi di costruzione e decostruzione di confini vecchi e nuovi da un punto di vista culturale, umano e geopolitico. Confini […]