ISSN: 2038-0925

Numero 72 | Invio di contributi






Numero 72 | Invio di contributi – Diacronie. Studi di Storia Contemporanea

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La violenza razziale negli Stati Uniti: potere, spazio pubblico e circuiti transnazionali (1865-1964)

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A cura di Giovanni Santoro (Università di Torino; Weatherhead Center for International Affairs, Research Cluster on Global History, Harvard University)

La storiografia sulla violenza razziale ha mostrato come la dimensione pubblica e scenografica della violenza (Wood 2009), la coercizione istituzionale e le pratiche quotidiane di intimidazione (Balto 2019; Berg 2011) abbiano plasmato i rapporti politici e sociali negli Stati Uniti dopo l’abolizione della schiavitù nel 1865. Gli studi che hanno esteso l’analisi oltre i territori dell’ex Confederazione hanno documentato la violenza esercitata contro afroamericani, messicani e messicano-americani, immigrati asiatici e asiatico-americani, nonché contro le popolazioni native, mostrando come essa regolasse l’accesso alla cittadinanza, alla proprietà, al lavoro, alla mobilità e allo spazio pubblico (Carrigan and Webb 2013; Pfeifer 2013; Lew-Williams 2018; Madley 2016).
In questo quadro storiografico, Brundage (1993) ha analizzato le variazioni regionali del linciaggio e le forme rituali attraverso cui esso ribadiva la supremazia bianca; Pfeifer (2004) ha collegato il declino della violenza delle folle all’assorbimento delle istanze punitive popolari in un sistema di pena capitale organizzato secondo gerarchie razziali. Williams (2012), a sua volta, ha ricostruito il ricorso alle testimonianze afroamericane come strumento per documentare la violenza, costruire una memoria collettiva e sostenere la mobilitazione politica. Nel loro insieme, questi studi hanno approfondito la conoscenza dei contesti sociali, delle istituzioni giuridiche e dell’esperienza vissuta dalle comunità coinvolte. Gli studi incentrati su singole regioni, istituzioni e comunità sono tuttavia rimasti scarsamente integrati tra loro.

Considerando questi studi, il numero monografico intende riunire in un comune quadro analitico ambiti di ricerca che si sono spesso sviluppati separatamente: la storia della violenza delle folle e del vigilantismo, gli studi sulla coercizione istituzionale e le ricerche sulla resistenza delle comunità razzializzate. L’analisi congiunta del potere politico, dello spazio e delle reti transnazionali permetterà di ricostruire i rapporti tra forme extralegali e forme di violenza legittimate dallo Stato e di seguirne le variazioni regionali e cronologiche. Consentirà inoltre di mettere in relazione le lotte locali per il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza nei contesti nazionali e internazionali.

Il numero prende in esame il periodo compreso tra l’abolizione della schiavitù nel 1865 e l’approvazione del Civil Rights Act nel 1964. Saranno accolti anche studi che ricostruiscano traiettorie di più lungo periodo, comprese le campagne federali contro il linciaggio culminate nell’Emmett Till Antilynching Act (2022). Più precisamente, il numero articola l’indagine attorno a tre direttrici fra loro connesse: potere politico, spazio pubblico e reti transnazionali. La prima direttrice riguarda il potere politico e il modo in cui la violenza impose le gerarchie razziali nella competizione elettorale, nei rapporti di lavoro e nell’amministrazione della giustizia. In che modo funzionari pubblici, tribunali e forze di polizia autorizzarono, tollerarono o limitarono la coercizione? Attraverso quali forme di azione legale, organizzazione politica e autodifesa le comunità colpite ne contestarono la legittimità? Questi conflitti rivelano il mutevole confine tra forme legali ed extralegali della violenza e la portata, costantemente contesa, dell’autorità statale (Francis 2014; Pfeifer 2011). Lo spazio pubblico strutturò l’esercizio del potere razziale: palazzi di giustizia e carceri congiunsero la violenza collettiva all’autorità legale; strade e quartieri ne determinarono la visibilità; riserve e zone di frontiera legarono la coercizione al controllo del territorio; le reti di trasporto resero possibili trasferimenti coatti e fughe. L’analisi di questi luoghi permette di comprendere come la violenza regolasse la mobilità, l’appartenenza e la vita pubblica. Attraverso le reti transnazionali, attivisti, giornalisti, diplomatici e organizzazioni politiche fecero circolare testimonianze, immagini e strategie politiche. Gli appelli afroamericani alle Nazioni Unite, i dibattiti sulla democrazia statunitense durante la guerra fredda e l’attivismo delle donne afroamericane misero in relazione la violenza razziale con le lotte per i diritti umani e contro l’imperialismo e il colonialismo (Anderson 2003; Blain 2018; Dudziak 2000). Gli studi comparativi e globali potranno ricostruire la circolazione delle pratiche violente e delle campagne che vi si opposero, tenendo conto delle specificità istituzionali e delle diverse gerarchie razziali (Pfeifer 2017a; Pfeifer 2017b). La presente call for papers accoglie in particolare contributi sui seguenti temi:

  • Il linciaggio, la violenza delle folle, il vigilantismo, i massacri razziali e i movimenti suprematisti bianchi o paramilitari;
  • La violenza politica ed elettorale, l’azione delle forze di polizia, il sistema carcerario, i tribunali e le altre forme di coercizione istituzionale;
  • Le espulsioni su base razziale, i trasferimenti coatti, gli sfollamenti e la regolazione della mobilità;
  • I palazzi di giustizia, le carceri, le strade, i quartieri, i luoghi di lavoro, le riserve, le zone di frontiera e le reti di trasporto come spazi di coercizione e resistenza;
  • I rapporti tra razza, genere, classe, cittadinanza e status migratorio nel determinare l’esposizione alla violenza;
  • L’autodifesa armata, l’azione legale, la testimonianza, il giornalismo, l’organizzazione politica, la migrazione e la mobilitazione delle comunità;
  • La fotografia, le rappresentazioni, la memoria pubblica e i significati culturali attribuiti alla violenza razziale;
  • La circolazione internazionale di testimonianze, immagini, strategie politiche e rivendicazioni relative alla democrazia e ai diritti umani.

I contributi dovranno porre i rispettivi casi di studio in relazione con tali questioni, spiegando come la violenza razziale sia mutata e come le comunità abbiano contrastato le strutture di potere che la sostenevano.

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Come inviare un articolo

Le autrici e gli autori interessati a partecipare alla call dovranno inviare una proposta di articolo di non oltre 1500 caratteri (spazi inclusi) entro il 10 dicembre 2026. L’esito della selezione sarà comunicato entro il 23 dicembre 2026.
In caso di accettazione della proposta, l’articolo completo dovrà essere inviato entro il 30 aprile 2027. La pubblicazione del numero monografico è prevista per dicembre 2027 (la data è soggetta a modifiche per necessità redazionali).
Gli articoli saranno sottoposti a una doppia valutazione anonima (revisione tra pari a doppio cieco), dovranno essere compresi tra 35.000 e 55.000 caratteri (spazi inclusi) e rispettare le norme editoriali e le istruzioni per gli autori (https://www.studistorici.com/en/instructions-to-authors/editorial-and-bibliographical-guidelines/). Le autrici e gli autori possono inviarci abstract e articoli in italiano o in inglese. Abstract e articoli dovranno essere inviati all’indirizzo: redazione.diacronie[at]studistorici.com
Per qualsiasi informazione supplementare potete scrivere all’indirizzo: redazione.diacronie[at]studistorici.com .

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Riferimenti bibliografici

  • ANDERSON, Carol, Eyes off the Prize: The United Nations and the African American Struggle for Human Rights, 1944-1955, Cambridge, Cambridge University Press, 2003.
  • BALTO, Simon, Occupied Territory: Policing Black Chicago from Red Summer to Black Power, Chapel Hill, University of North Carolina Press, 2019.
  • BERG, Manfred, Popular Justice: A History of Lynching in America, Chicago, Ivan R. Dee, 2011.
  • BLAIN, Keisha N., Set the World on Fire: Black Nationalist Women and the Global Struggle for Freedom, Philadelphia, University of Pennsylvania Press, 2018.
  • BRUNDAGE, W. Fitzhugh, Lynching in the New South: Georgia and Virginia, 1880-1930, Urbana, University of Illinois Press, 1993.
  • CARRIGAN, William D., WEBB, Clive, Forgotten Dead: Mob Violence against Mexicans in the United States, 1848-1928, New York, Oxford University Press, 2013.
  • DUDZIAK, Mary L., Cold War Civil Rights: Race and the Image of American Democracy, Princeton, Princeton University Press, 2000.
  • FRANCIS, Megan Ming, Civil Rights and the Making of the Modern American State, New York, Cambridge University Press, 2014.
  • LEW-WILLIAMS, Beth, The Chinese Must Go: Violence, Exclusion, and the Making of the Alien in America, Cambridge, MA, Harvard University Press, 2018.
  • MADLEY, Benjamin, An American Genocide: The United States and the California Indian Catastrophe, 1846-1873, New Haven, Yale University Press, 2016.
  • PFEIFER, Michael J., Rough Justice: Lynching and American Society, 1874-1947, Urbana, University of Illinois Press, 2004.
  • PFEIFER, Michael J., The Roots of Rough Justice: Origins of American Lynching, Urbana, University of Illinois Press, 2011.
  • PFEIFER, Michael J. (ed.), Lynching Beyond Dixie: American Mob Violence Outside the South, Urbana, University of Illinois Press, 2013.
  • PFEIFER, Michael J. (ed.), Global Lynching and Collective Violence. Volume 1: Asia, Africa, and the Middle East, Urbana, University of Illinois Press, 2017a.
  • PFEIFER, Michael J. (ed.), Global Lynching and Collective Violence. Volume 2: The Americas and Europe, Urbana, University of Illinois Press, 2017b.
  • WILLIAMS, Kidada E., They Left Great Marks on Me: African American Testimonies of Racial Violence from Emancipation to World War I, New York, New York University Press, 2012.
  • WOOD, Amy Louise, Lynching and Spectacle: Witnessing Racial Violence in America, 1890-1940, Chapel Hill, University of North Carolina Press, 2009.

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Credits

  • Immagine della Call for paper: California Points With Pride! by Edmund Duffy / Baltimore Sun, November 28, 1993

 


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