ISSN: 2038-0925

Devenir historien-ne: post #11

Prosegue la partnership avviata con Devenir historien-ne, il blog di informazione sulla storia mantenuto da Émilien Ruiz, collaboratore di Diacronie. Questo mese proponiamo la traduzione del post «Patrimoine, Histoire et Multimédia».

La traduzione e l’adattamento dal francese sono stati curati da Elisa Grandi.

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Scrivere un blog di storia:
l’esperienza di “Patrimoine, Histoire et Multimédia”
17 maggio 2015

di Vicky Lapointe

Perché scrivere un blog?

Patrimoine, Histoire et Multimédia

Patrimoine, Histoire et Multimédia

Ho creato il blog “Patrimoine, Histoire et Multimédia” alla fine del 2008. Laureata da qualche anno in Storia e specializzata nella produzione multimediale, avevo un lavoro dagli orari atipici, che limitava altre attività. Per continuare ad approfondire e condividere le mie conoscenze nel campo della ricerca storica, ho deciso di aprire un blog. Mi ero occupata precedentemente delle rappresentazioni iconiche della povertà a Londra e a New York, da Mayhew à Campbell (1861-1896). Quale soggetto scegliere per il mio blog? Inizialmente avevo voglia di ritornare allo studio della storia e del patrimonio del Québec, tra il XIX e XX secolo. Nel tempo ho poi deciso di trattare anche la storia dei franco-americani.

Il mio blog riflette fin dall’inizio i miei molteplici interessi. La sua forma è cambiata nel corso degli anni. Inizialmente, l’ho usato per presentare risorse digitali come mostre virtuali, collezioni di immagini, banche dati e biblioteche online. Di tanto in tanto ho anche pubblicato recensioni di libri e saggi su personaggi o eventi poco conosciuti della nostra storia. A volte ho condiviso con i lettori le mie esperienze nell’uso di alcuni software. Ho anche scritto a proposito della divulgazione storica nei social media. Alcuni post si sono occupati di presentare un artista e alcune delle sue opere .

Dopo alcuni mesi ho dovuto correggere il tiro. Il blog mi prendeva molto tempo e ho quindi prima ridotto il ritmo di pubblicazione dei post, passando da più post a settimana e due post pubblicati alla fine della settimana.

Ho rielaborato più volte le categorie dei post del blog affinché riflettessero meglio i temi dominanti. Ho lasciato da parte quelli che riguardavano la valutazione dei software. E ho cominciato a usare Facebook e Twitter al posto del blog per segnalare nuove pubblicazioni, articoli di giornale e siti internet sulla storia del Quebec. Adesso il mio blog può essere considerato come un supplemento al mio account Facebook e Twitter per la diffusione della storia del Quebec.

2015

Continuo a pubblicare sul mio blog post sulla storia del Quebec e sui franco-americani, concentrandomi su piccoli eventi. Traccio gli eventi che hanno segnato la vita della gente comune, piuttosto che dei personaggi noti. I miei post sono classificati in varie categorie come “criminalità e catastrofi”, “medicina”, “storia di francofoni fuori dal Quebec”, “genealogia”, etc. Se tornate a visitarlo tra un anno, probabilmente lo troverete cambiato. Gli argomenti sono molteplici. Forse potrò decidere un giorno che il tema centrale del mio blog sarà, per esempio, la storia del crimine in Quebec. Ma per ora preferisco mantenere questa varietà di temi.

Il blog contiene molte immagini ed estratti di giornale che poi commento. Un aneddoto: ho pubblicato sul blog un articolo di giornale che raccontava la fuga negli Stati Uniti di un consigliere municipale di una piccola città del Québec. Arrestato, l’uomo fu processato e poi lasciò la provincia per tornare negli Stati Uniti. Facendo delle ricerche, scoprì che uno dei suoi discendenti aveva pubblicato un messaggio su un forum di genealogia, cercando di sapere le cause della sua fuga negli Stati Uniti. La risposta era facile: questo consigliere municipale aveva commesso una frode e non era più il benvenuto nella sua città. Il blog mi permise quindi di giocare un po’ alla detective.

Il mio blog dà ampio spazio alla storia del Quebec e di Montreal, ma anche alle località più piccole. Mi piace studiare le relazioni tra il Quebec e il resto del mondo. Alcune persone del Quebec hanno segnato la storia degli Stati Uniti, altre, come i Patriotes, hanno lasciato il segno in Paesi più lontani come l’Australia.

Raramente sceglo il soggetto dei post a partire dall’attualità. Mi interessa piuttosto fare scoprire al pubblico piccoli avvenimenti, come faceva lo storico e archivista Pierre-Georges Roy.

Bilancio

Mi sono spesso chiesta se fosse meglio scrivere post corti, frequentemente, o offrire dei post più approfonditi, ma più diluiti nel tempo. Per il momento mi sento più a mio agio nella redazione di post corti. Credo anche che sia essenziale fare delle pause nella pubblicazione, per rivalutare la pertinenza di quanto si sta facendo.

La scrittura del blog mi ha permesso di comprendere quanto molti i siti web siano effimeri. Di recente ho deciso di rivedere alcuni post vecchi e mi sono resa conto che molti link ipertestuali non funzionavano. Molti buoni siti di storia del Quebec sono spariti dalla rete dopo solo pochi anni di esistenza. La Wayback Machine di Archive.org permette di limitare in parte le perdite, ma occorrerebbe comunque un piano concreto per conservare le tracce di questi siti.

Scrivere un blog significa mettersi sempre in discussione. Quel tema è pertinente? Ci sono soggetti tabù? Come si può migliorare un post? A volte, si può avere l’impressione che quello che si scrive sia di scarsa qualità, che nessuno ci legga. Altre volte si ricevono incoraggiamenti e complimenti. Bisogna gestire i commenti, rispondere alle domande e a volte guidare il lettore nelle sue ricerche, un aspetto che può prendere molto tempo. A volte la motivazione può venir meno. Nel mio caso si tratta di un lavoro solitario. Sono sola nella gestione dei problemi tecnici (fortunatamente rari), nelle ricerche, nella redazione e promozione dei post.

Il blog mi ha permesso di rendermi conto della ricchezza delle risorse on line, come i progetti di digitalizzazione delle fonti attualmente in corso in Québec.

Scrivere questo blog mi ha permesso di creare dei legami con altre persone appassionate della storia del Québec e di contribuire alla diffusione della sua storia. E questo che mi dà la motivazione per continuare.

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